Sarà Parodi a guidare la Procura di Alessandria. Già voci di un passo indietro dal "sindacato"
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Basta una promozione (strameritata) per decapitare di fatto l'Anm. Ieri mattina all'unanimità il leader del sindacato delle toghe Cesare Parodi è stato scelto per guidare la Procura di Alessandria. Una nomina nell'aria da mesi, tanto che secondo alcune indiscrezioni lo stesso esponente di Magistratura indipendente - la corrente più moderata delle toghe, oggi in maggioranza anche al Csm - si sarebbe posto il problema di far coesistere i due delicatissimi incarichi, lasciando ipotizzare anche un suo eventuale passo indietro dall'Anm, che per ora non appare praticabile. Anche perché il suo numero due Rocco Maruotti, segretario generale espressione di Area, è costretto al silenzio dopo aver denigrato lo stesso Csm che ha promosso Parodi perché durante un evento pubblico avrebbe detto sostanzialmente che i consiglieri laici nominati dal Parlamento, a partire dal vicepresidente Fabio Pinelli avrebbero dei curricula scarsi e sarebbero stati eletti "solo perché avvocati dei partiti". Una frase dal sen fuggita, da cui Maruotti ha preso le distanze scusandosi, un autogol clamoroso di cui si sarebbe dovuto discutere nel prossimo Consiglio direttivo dell'Anm. "Maruotti si è dimenticato che alcuni togati finiti nei cascami della vicenda giudiziaria che ha investito l'ex leader Anm Luca Palamara si sono fatti da parte", ricorda un ex magistrato a riposo. Una parte di Mi, pezzi di Unicost e quasi tutta Md avrebbero chiesto a Maruotti un passo indietro. Ma se anche Parodi nei prossimi giorni dovesse maturare il convincimento di lasciare il suo incarico, per l'Anm significherebbe ridiscutere tutto."La palla è nel campo di Mi, che giustamente deve tenere la presidenza anche perché è al suo interno che convivono due sensibilità, una più barricadera e una più governativa", osserva un magistrato che preferisce rimanere anonimo, secondo cui diversamente "le divisioni della corrente moderata rischiano di deflagrare mentre la campagna elettorale non è ancora neanche iniziata". Già, perché una Anm indebolito sarebbe il peggior handicap per la magistratura, impegnata nella mission impossible di convincere gli italiani a bloccare una riforma decisa dal Parlamento e promessa in campagna elettorale. "Chi dice che la partita è chiusa sbaglia, abbiamo sondaggi che ci restituiscono margini ragionevoli per il recupero", assicura uno dei magistrati di sinistra più impegnati nella nascita del "Comitato per il No" ("una scelta di campo politica mai accaduta prima nella Storia", ricorda il Fdi Alberto Balboni), convinto che le toghe "sapranno spiegare agli italiani i limiti di questa riforma e le possibili conseguenze nefaste sui processi". "La campagna elettorale ci impone maggiore attenzione nella scelta degli argomenti e delle parole", è la riflessione di un altro magistrato, a cui l'intervento di Parodi alle Camere penali dello scorso fine settimana è sembrato "caricaturale".






