di

Leonard Berberi

Gli esperti dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) raccontano in 55 pagine perché si è verificato l’incidente e cosa non è stato fatto per evitarlo. E citano anche il cambiamento climatico

Il volo Delta Air Lines Milano-New York atterrato in emergenza a Roma Fiumicino, il 24 luglio 2023, poteva evitare la grandinata che l’ha colpito poco dopo il decollo e che ha quasi disintegrato il muso dell’aereo. Se solo i piloti avessero deviato prima, cosa che non hanno fatto pur avendo le informazioni necessarie. E se non ci fosse stata «una qualche forma di pressione operativa» a proseguire senza le dovute variazioni, anche partendo più tardi. Raramente una relazione d’inchiesta è così esplicita, ma è quanto si legge nel documento di 45 pagine dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), l’autorità italiana che ha indagato sull’incidente.

A bordoL’incidente per fortuna non ha causato vittime o feriti. Ma già nelle ore successive aveva fatto sollevare diverse critiche da parte di comandanti e primi ufficiali, soprattutto europei, come ha raccontato il Corriere ai tempi. Critiche che, oltre due anni dopo, trovano conferma nell’inchiesta dell’Ansv. Ma come sono andate le cose? Il velivolo, un Boeing 767-300 statunitense, alle 12:52 di quel 24 luglio 2023, decolla da Malpensa con destinazione lo scalo «JFK». A bordo ci sono 226 persone: 214 passeggeri, 4 piloti, 8 assistenti di volo.