Un volo dal ventiduesimo piano di un hotel di Parigi: è morto così, martedì 30 settembre, l’ambasciatore del Sudafrica in Francia. Una morte che ha suscitato scalpore e sollevato domande. Il corpo di Emmanuel Mthethwa, 58 anni, è stato ritrovato nella tarda mattinata, in un cortile interno dell’hotel Hyatt, dove risulta che il diplomatico avesse prenotato una stanza una decina di giorni prima. Secondo il personale dell’hotel, il meccanismo di sicurezza della finestra della sua camera è stato forzato con un paio di forbici, rinvenute nella stanza. Sul posto non ci sarebbero invece segni di colluttazione, né di farmaci o stupefacenti, come fa sapere l’ufficio del procuratore di Parigi.

La moglie di Mthethwa, Philisiwe Buthelezi, ne aveva denunciato la scomparsa lunedì, allarmata da un messaggio inquietante ricevuto sullo smartphone. Il diplomatico era uscito di casa nel primo pomeriggio per recarsi a un cocktail, ma attorno alle 21,30 la consorte aveva ricevuto un sms in cui l’uomo si scusava con lei e le comunicava l’intenzione di farla finita. Tuttavia, secondo quanto riferisce il quotidiano Le Parisien, il cellulare si era agganciato per l’ultima volta verso le 15 a una cella nelle vicinanze del Bois de Boulogne (16° arrondissement), mentre l’arrivo in hotel sarebbe avvenuto alle 16,30.