Caricamento player
Il 30 settembre il ministero dei Trasporti ha pubblicato sul proprio sito la piattaforma su cui entro i prossimi due mesi i comuni e la polizia stradale dovranno registrare tutti gli autovelox della propria zona di competenza, in una sorta di censimento. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza sulla quantità e posizione degli impianti: negli ultimi anni vari comuni erano stati accusati di nascondere gli autovelox per massimizzare la possibilità di fare multe, e quindi di incassare soldi.
Il censimento (deciso con un decreto ministeriale a luglio) prevede che entro il 30 novembre sulla piattaforma vengano inseriti tutti i dati relativi a ogni singolo dispositivo: posizione, marca, modello, tipo di impianto, matricola. Dovranno esserci anche gli estremi dell’approvazione del dispositivo da parte del ministero dei Trasporti o della cosiddetta “omologazione”, che è una questione centrale in questo censimento: alcune sentenze della Cassazione infatti hanno stabilito che le multe fatte dagli autovelox sono valide solo se gli impianti sono omologati alla legge, e si è scoperto di recente che molti non lo sono. Per renderli omologati, bisogna fare sugli autovelox alcune prove che dimostrino che hanno certe caratteristiche.











