Alla parata del 3 settembre a Pechino la Cina ha mostrato il Liaoyuan‑1 (LY‑1), un laser navale progettato per intercettare droni e missili come "ultima linea di difesa"

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Tra le varie armi mostrate dalla Cina in occasione della maxi parata militare andata in scena a Pechino lo scorso 3 settembre c'era un jolly misterioso che continua a interrogare analisti ed esperti. Si tratta del Liaoyuan-1, abbreviato come LY-1, ossia un'arma laser che potrebbe ricoprire un ruolo altamente strategico all'interno dell'arsenale controllato dall'esercito cinese. Secondo la rivista Ordnance Industry Science Technology, infatti, questi dispositivi saranno incaricati di "intercettare a distanza ravvicinata missili e droni in arrivo", fungendo da "ultima linea di difesa" all'interno del sistema di difesa aerea imbarcato.Come funziona il LY-1L'articolo, come ha sottolineato il SCMP, spiega che il LY-1 potrebbe formare una struttura a raggio complementare insieme ai sistemi missilistici di difesa aerea navale HHQ-9C a lungo raggio, HQ-16C a medio raggio e HQ-10A a corto raggio. Non solo: in un confronto a distanza tra l'arma cinese e l'Helios statunitense, la pubblicazione ha fatto presente che la struttura complessiva del sistema cinese è considerevolmente più robusta rispetto alla rivale Usa. "In particolare, l'apertura dell'obiettivo dell'LY-1, che ha un diametro quasi doppio rispetto a quello dell'Helios. Anche le sue apparecchiature ausiliarie, i sensori, il meccanismo di elevazione e altri sottosistemi sono molto più avanzati", si legge nel testo.La pubblicazione cinese ha citato anche un'arma laser più grande, la LWSD Mark 2 MOD 0, un'arma testata dalla Marina degli Stati Uniti a bordo della USS Portland nel 2020. L'articolo ha confrontato l'arma laser cinese con questo secondo sistema statunitense e ha ipotizzato che la potenza di uscita dell'LY-1 fosse compresa tra 180 kilowatt e 250 kW, che "supera leggermente i sistemi laser navali già sottoposti a prove pratiche da parte della Marina statunitense". Ricordiamo che le armi laser rappresentano una contromisura efficace contro la rapida evoluzione della guerra aerea senza pilota, e che offrono vantaggi quali un'elevata autonomia operativa e bassi costi di gestione.La Cina punta sulle armi laserIl LY-1 è considerato la risposta cinese all'Helios. Pechino sostiene che l'arma è entrata in servizio, sebbene non sia noto quali navi la trasportino. L'articolo pubblicato su Ordnance Industry Science Technology cita esperti militari anonimi che affermano che l'LY-1 "ha spazio sufficiente per ospitare unità di potenza, il che implica una maggiore potenza potenziale". "Non solo può intercettare i sistemi marittimi senza pilota in arrivo, ma potrebbe anche essere utilizzato contro i missili antinave, con un costo per intercettazione molto basso", ha spiegato un esperto citato nel pezzo.Gli analisti del Dragone hanno anche osservato che l'LY-1 "potrebbe gradualmente sostituire i sistemi d'arma ravvicinati come il 630, 730 e 1130 sulle navi da guerra", riferendosi a questi sistemi come un problema per i combattenti di superficie. In ogni caso, l'ex istruttore dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese Song Zhongping ha affermato che le armi laser imbarcate "coesisteranno a lungo termine" con i sistemi d'arma ravvicinati e i missili di difesa aerea a corto e medio raggio perché il loro "costo eccessivo" richiede "coordinamento e complementarietà con le armi convenzionali piuttosto che la sostituzione".