I video rimbalzati sui social hanno creato indignazione nel Paese sudamericano e dato origine a due denunce penali, spiega ancora il quotidiano argentino, una depositata alla Procura specializzata per le discriminazioni e un'altra presentata dal Ministro della Giustizia, Mariano Cúneo Libarona. C'è un'indagine in corso. In Argentina per propaganda basata su idee o teorie di superiorità etniche e religiose si rischia la reclusione da un mese a tre anni.