"Oggi il web non è più libero. Abbiamo bisogno di un ente no-profit come il Cern che promuova la ricerca internazionale sull'Intelligenza artificiale. Possiamo ridare potere agli individui e riprenderci il web. Non è troppo tardi". E' l'appello e il sogno di Tim Berners-Lee, l'informatico che oltre 35 anni fa immaginò proprio a Ginevra il World Wide Web, poi reso accessibile gratuitamente a tutti cambiando la storia.
Il richiamo sull'IA arriva dopo quello di diversi scienziati che ne chiedono la regolamentazione e in un contesto in cui la corsa dei colossi tecnologici è inarrestabile.
"Oggi, guardando la mia invenzione, mi chiedo: il web è ancora libero? No, non tutto - aggiunge il premio Turing - Vediamo una manciata di grandi piattaforme che raccolgono i dati privati degli utenti per condividerli con broker commerciali o persino con governi repressivi. Vediamo algoritmi onnipresenti che creano dipendenza per natura e sono dannosi per la salute mentale dei nostri adolescenti. Scambiare dati personali per usarli non si adatta certo alla mia visione di un web libero. Su molte piattaforme non siamo più i clienti, ma siamo diventati il prodotto", osserva Berners-Lee che ha ideato una sistema chiamato Solid per permettere agli utenti di avere il controllo dei propri dati, ed è autore del saggio 'This is for everyone', è per tutti.







