Il comparto nautico non è solo economia: occupa oltre 220mila addetti in Italia, coinvolgendo meccanica, elettronica, design, turismo e portualità

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Il Salone Nautico Internazionale a Genova si è confermato vetrina d'eccellenza del Made in Italy e laboratorio di idee per un futuro in cui crescita e sostenibilità si intrecciano. In questo quadro, la terza edizione dello European Sustainable Boating Roundtable, promossa da European Boating Industry e Confindustria Nautica con il patrocinio della Commissione europea, ha posto al centro una sfida decisiva: come garantire uno sviluppo competitivo nel nuovo scenario globale conciliando innovazione e rispetto dell'ambiente.L'Italia è leader mondiale nella nautica da diporto: nel 2024 il fatturato ha superato gli 8,6 miliardi di euro, con quasi il 90% della produzione cantieristica destinata all'export. Siamo primi nella costruzione di superyacht, con oltre il 50% degli ordini globali, e protagonisti nella cantieristica medio-piccola, nella componentistica e nei servizi. Un primato che va difeso con innovazione e politiche europee capaci di sostenere la competitività, contrastando l'avanzata di Paesi extra Ue che beneficiano di minori vincoli normativi e costi di manodopera inferiori.La transizione ecologica deve essere un motore di competitività, non un freno. L'Europa deve riconoscere la specificità del settore e accompagnarne la trasformazione con politiche mirate, incentivi alla ricerca e all'internazionalizzazione, e con un quadro regolatorio armonizzato che premi chi innova. Vanno evitate norme anticompetitive o trasferite da altri comparti, come l'automotive.Un tema cruciale è l'inclusione del trasporto marittimo nell'ETS europeo, la tassa sul carbonio che dal 2024 colpisce le navi nei porti Ue. L'aumento dei costi di navigazione rischia di ridurre i traffici e spostare gli scali verso porti extraeuropei, penalizzando hub strategici come Genova, Gioia Tauro e Trieste. Inoltre, la proposta di estendere l'ETS alle navi da 400GT coinvolgerebbe anche i superyacht a noleggio, con effetti marginali sulle emissioni ma impatti significativi sul settore. Per questo chiediamo la sospensione della misura fino a un accordo internazionale che garantisca parità di condizioni.Il comparto nautico non è solo economia: occupa oltre 220mila addetti in Italia, coinvolgendo meccanica, elettronica, design, turismo e portualità. Investire in sostenibilità significa rafforzare questa filiera, creare nuove opportunità per giovani e professionisti, diffondere una cultura del mare più consapevole. Il turismo nautico, se valorizzato in chiave sostenibile, è un volano per coste, borghi marinari e porti italiani.Il Salone ha dimostrato come la collaborazione europea sia decisiva in un contesto di rotte globali in mutamento e mercati emergenti. Solo un'Europa coesa può assicurare competitività senza sacrificare l'ambiente. Per l'Italia, puntare sulla nautica sostenibile significa rafforzare un'eccellenza industriale e contribuire agli obiettivi climatici internazionali, dimostrando che crescita e sostenibilità sono complementari.