Le Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, ha annunciato di aver perso i contatti con due ostaggi, Omri Miran e Matan Agrist, a causa di «operazioni militari e violenti attacchi nei quartieri di Sabra e Tel al-Hawa a Gaza City nelle ultime 48 ore». Nella dichiarazione si chiede che l’esercito «si ritiri a Sud di Eight Street e che si interrompano le sortite aeree per 24 ore a partire dalle 18 di oggi, in modo da poter tentare di estrarre i prigionieri (come chiamano gli ostaggi, ndr)». È la prima volta che Hamas pubblica indicazioni così precise sui luoghi dove sono detenuti gli ostaggi, una ventina ancora i vita su 48. I familiari continuano a fare pressioni sul premier Benjamin Netanyahu, accusandolo di voler sabotare ogni intesa, e alcuni sono volati negli Stati Uniti, mentre altri manifestano in Israele. «Vogliamo riavere i nostri ostaggi, liberarci del regime di Hamas, che Hamas disarmi, che Gaza sia smilitarizzata e che ci sia un nuovo futuro per Gaza e Israele, e per l'intera regione», ha ribattuto lo stesso Netanyahu alla vigilia dell’incontro a Washington con il presidente degli Usa Donald Trump. Sono ore frenetiche e in Israele si susseguono le indiscrezioni su un piano in ventuno punti per la fine della guerra e il futuro della Striscia. Netanyahu si è preso diverso tempo con il suo team per discutere del piano che, sicuramente, sarà sul tavolo dello studio ovale nell’incontro di oggi.
Lo stop, ultima speranza per gli ostaggi. Hamas: persi i contatti con due di loro
Il rilascio dei prigionieri è uno de i nodi più delicati dei negoziati sulla fine della guerra









