di
Samuele Finetti
L'attuale sindaco di New York Eric Adams, che si era presentato come indipendente per evitare le primarie tra candidati democratici, ha deciso di lasciare la corsa, che vede ora in campo Mamdani e Cuomo
Ciò che i sondaggi indicavano come scenario largamente probabile, da domenica è certezza: tra poche settimane New York avrà un nuovo sindaco. Perché quello in carica, il 65enne democratico Eric Adams, ha annunciato che la sua corsa elettorale da indipendente finisce qui, nonostante avesse più volte ripetuto che i numeri delle rilevazioni non lo avrebbero mai spinto a un passo indietro.
Ma domenica, in un video di nove minuti pubblicato sui social, ha alzato bandiera bianca, arrendendosi all’evidenza dei numeri: i suoi consensi in vista del voto, in calendario il 4 novembre, sono fermi sotto il 10 per cento, un abisso lo separa dal favorito Zohran Mamdani. Nel suo discorso, l’attuale primo cittadino ne ha avute per tutti: per il comitato che sovrintende i fondi ai candidati, che avrebbe bloccato donazioni milionarie per lui fondamentali; per i media, che lo hanno «attaccato»; ma anche per gli altri due candidati democratici, Mamdani — incoronato nelle primarie dello scorso giugno — e l’ex governatore Andrew Cuomo, anche lui in corsa da indipendente. Del primo, sostiene Adams, i newyorchesi dovrebbero diffidare poiché «propone di distruggere il sistema che abbiamo creato nel corso di generazioni, per costruirne uno nuovo e mai messo alla prova, guidato da un sedicente salvatore». Dell’altro, semplicemente, «non ci si può fidare».











