di

Aldo Grasso

Le frasi sui gay sul primo canale della tv pubblica sono un'ulteriore prova di quanto sia allo sbando la Rai. Senza che nessuno si assuma la responsabilità di ciò che accade

Pensando e ripensando a quello che è successo sabato a «Uno Mattina in Famiglia», ne ricaviamo un’ulteriore prova di quanto sia allo sbando il servizio pubblico. Si sa come è andata: commentando un fatto di cronaca (un parrucchiere di Montesilvano, in Abruzzo, che nel cercare personale ha chiesto che si trattasse di hair stylist omosessuali), la conduttrice Ingrid Muccitelli ha chiesto a una sua ospite, Concita Borrelli: «Un parrucchiere gay ha davvero tutta questa manualità, sensibilità e charme rispetto a un parrucchiere etero?».

Da quel momento il dialogo ha assunto toni e argomenti sconcertanti: «Nella moda, la maggior parte delle persone comunque sono gay, ci sono pochissimi etero, così nella danza»; «Ma il gay si riconosce?»; «Si riconosce, dai, usciamo da tutte le ipocrisie, io ho i radar»; «Basta un gesto, una parola, un ammiccamento della bocca, si vede». Il giorno dopo sono arrivate le scuse di Muccitelli.