di

Ilaria Sacchettoni

Chiusa l'inchiesta, sono stati avvisati gli esperti Benedetto Bruno e Gianluca Marella. Avrebbero mentito sulla correttezza professionale dei medici Pietro Merli e Maria Rita Pinto al processo sull'omicidio della 17enne

Il processo per l’omicidio colposo di Lisa Federico, la diciassettenne morta al Bambino Gesù nel 2020 in seguito a un trapianto di midollo, potrebbe essere stato falsato. I due periti nominati dal giudice per le indagini preliminari, Benedetto Bruno e Gianluca Marella sono stati iscritti sul registro degli indagati per falsa perizia e avvisati dalla Procura al termine degli approfondimenti. Secondo il pm Pietro Pollidori avrebbero mentito circa la correttezza professionale dei medici Pietro Merli e Maria Rita Pinto alterando una serie di elementi tecnici che riguardarono il trapianto.

I silenzi sulle negligenzeL’avviso di conclusione indagine è ricco di dettagli: Bruno, un super perito nel campo dei trapianti, avrebbe attestato che Lisa era stata trattata nel pieno rispetto delle linee guida e avrebbe taciuto riguardo alle possibili negligenze commesse nell’ospedale del Vaticano. Si disse che i parametri della paziente erano «idonei» circa l’attecchimento del midollo trapiantato, contrariamente a quanto stabilito dalle prescrizioni internazionali. Si disse ancora che il trapianto era l’unica soluzione terapeutica omettendo di indicare l’alternativa della terapia immunosoppressiva. Si mentì infine riguardo alla compatibilità della giovane paziente con il trapianto stesso a causa di un valore alterato dei globuli rossi.