PADOVA - Non ha dormito tutta la notte dopo il tentativo di rapina subito in largo Europa che lo ha lasciato contuso e dolorante ma lui il mattino dopo ha deciso di reagire. L’imprenditore 46enne picchiato dai trasfertisti arrivati da Napoli ha rifiutato di sentirsi vittima o di modificare le sue abitudini, scegliendo di proseguire con la sua vita di sempre. Comprensibilmente non desidera essere individuato, anche per proteggere i figli minorenni, ma ha spiegato il suo modo di reagire al grave episodio del quale è stato protagonista.
«Non voglio modificare le mie abitudini» «Dovevo sconfiggere la paura che ho provato e che mi ha fatto trascorrere una notte insonne, quindi il mattino dopo ho deciso di indossare il mio orologio più costoso e di uscire come ogni giorno per recarmi al lavoro – ha raccontato – non voglio certo cambiare il mio modo di vivere, il mio modo di essere, a causa di quanto è successo. Voglio vivere la vita da uomo libero. Ho pensato ai miei figli, alla mia famiglia e ho deciso che quello era il modo migliore di reagire nonostante sia ancora dolorante per la costola rotta e le altre contusioni». Una decisione che il 46enne ha adottato anche se gli amici subito accorsi per manifestargli la loro solidarietà e vicinanza lo avevano consigliato di assumere un atteggiamento più dimesso, di non indossare accessori costosi. Un consiglio forse dettato dalla prudenza ma che lo avrebbe fatto sentire non libero. Lui ha reagito all’aggressione anche perché è uno sportivo, una persona che si mantiene in forma, ma il suo pensiero va anche a coloro che non sono in grado di difendersi. «Nel mio palazzo vivono diverse persone anziane e, fra le tante riflessioni, ho anche pensato a cosa sarebbe accaduto se fosse successo a uno di loro – ha sottolineato – io ho reagito sono stato in grado di farlo ma, in ogni caso, ho avuto delle conseguenze. Voglio però ringraziare pubblicamente gli agenti di polizia per il loro eccezionale lavoro e la loro professionalità. Hanno intercettato i rapinatori e sono riusciti a fermarli, sicuramente dei professionisti che avevano già compiuto altre rapine con lo stesso metodo, ribadisco un grande grazie». Ora il 46enne vuole solo tornare ad occuparsi della sua famiglia e del suo lavoro, alla sua vita di sempre restando nell'anonimato.Le reazioni Sul tema della sicurezza in città è intervenuta il consigliere di FdI Elena Cappellini: «Questo tipo di rapine di solito si vede nelle grandi città come Roma o Milano ma vediamo che si sta spostando anche in città più piccole come la nostra o Bologna dove avevano messo a segno altri colpi – ha osservato Cappellini – servirebbe implementare le telecamere come deterrente e aiuto alle forze dell'ordine che, anche in questo caso, hanno svolto un ottimo lavoro. Quando il sindaco parla di città sicura vorremo capire qual è il termine di paragone: la politica deve far fronte all’idea che Padova sia una zona franca».








