Svetlana Tikhanovskaya non è soltanto la principale dissidente bielorussa, è la principale leader dell'opposizione e, per l’Unione europea e per numerosi paesi occidentali, la vera vincitrice delle elezioni del 2020 tenute tra proteste e accuse di brogli. Invece a Minsk da oltre trent’anni il potere è nelle mani di Aljaksandr Lukashenko, uomo di Putin che sta aiutando il presidente russo nella sua marcia verso Occidente. Svetlana Tikhanovskaya mette in guardia l’Ue: i dittatori vanno fermati perché da soli non si fermano.
I droni sui cieli dei Paesi Ue, l’attacco in Estonia. Una provocazione di Putin? Un modo per tenere sotto pressione l’Ue? Oppure il tentativo di creare il pretesto per un conflitto?«Putin sta mettendo la società e il mondo politico dell’Ue sotto pressione. Prova a farli crollare da un punto di vista psicologico per fermare gli aiuti all’Ucraina e costringerli ad accettare le richieste russe». Da poco si sono concluse le esercitazioni militari Zapad. Le precedenti esercitazioni avevano preceduto l’invasione dell’Ucraina. Forse Putin non vuole soltanto provocare.«Le esercitazioni hanno l’obiettivo di normalizzare l’idea che la Bielorussia non sia più uno Stato indipendente ma un avamposto militare russo e un campo di battaglia contro la nostra volontà. Per quello che si sa ci sono 287 imprese di stato bielorusse legate alla macchina da guerra russa. Ora le esercitazioni sono terminate ma non ci si può rilassare. I paesi europei sono pronti a proteggere i loro territori in caso di un’invasione? L’Occidente deve essere preparato: i dittatori vogliono tenerli sotto pressione costante e in una situazione di incertezza». Lei ha parlato di esercitazioni come test sull’unione dell’Ue. E qual è stata la reazione dell’Ue dal suo punto di vista?«Dopo l’attacco con i droni la Polonia ha chiuso i confini, una decisione che non mi stupisce visto che Lukashenko è un dittatore che usa i migranti come armi e tiene in carcere persone innocenti. Poi c’è stata la chiusura di due valichi di frontiera da parte della Lituania dopo aver rilevato degli atti di ostilità. E ci sono le sanzioni che causano forti danni economici non solo al regime di Lukashenko ma anche ai suoi alleati Russia e Cina. Questo insieme di risposte da parte dei Paesi Ue provoca problemi alla popolazione bielorussa quindi chiediamo a Polonia e Lituania di lasciare i passaggi aperti per le persone e di adottare invece chiusure per i commerci». La risposta della Nato è stata l’apertura di un fronte orientale. Andava fatto prima?«I messaggi che Putin e Lukashenko stanno mandando all’Occidente sono molto chiari, stanno facendo capire di essere pronti a dichiarare guerra e invaderli. E’ tempo che i Paesi occidentali – e soprattutto l’Ue - si preparino ad affrontare questa possibilità quindi è giusto che si reagisca con l’aumento della presenza militare». La guerra in Ucraina è iniziata tre anni fa.«Il processo di militarizzazione richiede tempo. Nel 2022 tutti si aspettavano che la guerra terminasse rapidamente. E’ andata diversamente ed è tempo di prepararsi ad affrontare anche eventuali conseguenze». Qual è il ruolo della Bielorussia in questa situazione?«Lukashenko è un grande alleato di Putin. Anzi, è il suo pupazzo, l’uomo che fa gli interessi di Putin e della Russia, non quelli del suo Paese. Lascia che Putin usi le nostre infrastrutture e il nostro territorio per gli attacchi contro l’Ucraina. E usa la Bielorussia per le provocazioni lungo il confine Nato. Quindi Lukashenko è al suo servizio».






