La sterzata improvvisa, lo scooter che tenta di evitarla, l’impatto contro un’altra auto. Tutto in un istante, il 13 settembre 2023, in via Ostiense. Paolo Felizzoli, 50 anni, non è sopravvissuto a quel violento schianto. E adesso, a due anni di distanza c’è una sentenza, o meglio un accordo tra le parti. Massimo Anzeni, 62 anni, l’uomo che guidava la Opel Meriva e che con quella manovra ha causato la collisione, ha patteggiato: due anni di carcere, pena sospesa, per omicidio stradale.

La dinamica è ricostruita negli atti in mano alla procura di Roma, al tribunale che ha concesso il patteggiamento. Quelle carte descrivono i fatti accaduti poco dopo le otto del mattino, all’altezza del civico 2197, lungo la strada che da Roma porta fino al litorale. Anzeni quel giorno ha girato a sinistra. «Repentinamente», è scritto nel capo d’accusa. Senza dare la precedenza, secondo il pubblico ministero Luigi Fede. Felizzoli, in sella alla sua Yamaha Majesty, stava guidando nella direzione opposta rispetto all’indagato: arrivava da Ostia e viaggiava verso Roma.

Ha provato a sterzare, non è servito a molto. Prima l’impatto con l’auto guidata da Anzeni, poi è stato sbalzato dalla sella e lo scooter ha colpito una Renault che ha riportato solo qualche graffio.