Sylla Mamadou è morto in carcere dopo appena 24 ore dal suo arresto. Il 35enne senegalese era stato fermato alla stazione di Caserta in stato confusionale: avrebbe prima aggredito una persona, colpendola con un pugno e sottraendogli il cellulare, poi assalito un’anziana. Tre agenti della polizia ferroviaria sono intervenuti per bloccarlo e stando alla ricostruzione hanno subito delle lesioni. L’uomo è stato portato all’ospedale di Caserta per essere curato, quindi alla Polfer dove è stato arrestato, per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. E’ stato trasferito, poi, al carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove è deceduto in cella.

Mamadou lavorava come sarto per un’azienda di Castelnuovo di Napoli ed era fidanzato con una ragazza italiana con cui risiedeva a Casagiove. Oggi, 27 settembre, si sarebbe dovuta tenere la convalida dell’arresto. Del suo caso si occupa ora l’avvocata Clara Niola, che ha affermato: “I familiari e gli amici sono a conoscenza soltanto che al giovane sventurato sono stati somministrati dei farmaci a breve distanza di tempo per cui appare necessario capire se quelle somministrazioni, così ravvicinate le une alle altre, fossero necessarie e soprattutto somministrabili. Ci affidiamo alla giustizia e confidiamo nell’operato della Procura”. La procura di santa Maria Capua Vetere ha disposto l’autopsia.