di

Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Arrampicatore appassionato, capitalista riluttante, fondatore del brand amato da chi fa outdoor: Yvon Chouinard ha ceduto la sua azienda per amore della Natura. Oggi la sua vita, tra scelte radicali e contraddizioni, è un libro

In un mondo economico ossessionato dalla crescita a ogni costo, Yvon Chouinard appare come un ossimoro: arrampicatore nomade, artigiano di ferri da roccia, ambientalista radicale e, in mezzo a tutto questo, anche il ricchissimo fondatore di Patagonia, uno dei marchi di abbigliamento outdoor più conosciuti al mondo. Ma Chouinard è un capitalista riluttante, insofferente all’etichetta e disposto persino a regalare la sua azienda per finanziare la lotta al cambiamento climatico perché - sono parole sue – «la Terra è ora il nostro unico azionista».

Il libroL’avventura di quello che è il milionario più improbabile della storia del capitalismo è oggi una biografia, Visionario ribelle - Yvon Chouinard e la storia di Patagonia (in uscita nelle librerie italiane il 30 settembre per i tipi di Limina), scritta da David Gelles, pluripremiato giornalista del New York Times, che Chouinard lo ha seguito per anni, dalle vette innevate della Patagonia fino alle pianure del Wyoming, con l’intento di riuscire a spiegare come un «dirtbag climber» (cioè uno scalatore che dedica la propria vita all'arrampicata) sia potuto diventare un capitalista per caso, un uomo dalle grandi contraddizioni capace di trasformare la propria impresa in un simbolo globale di responsabilità ambientale, sfidando la logica tradizionale del business.