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Il fulmine che non ti aspetti, e questa volta i droni non c’entrano nulla. L’appello del Capo dello Stato arriva intorno all’ora di pranzo, provocando un vero e proprio corto circuito al Nazareno, «mettetevi subito in contatto con Arturo Scotto» a bordo della Flotilla. Passano i minuti ed il nervosismo cresce, anche perché gli "infidi" della minoranza si affrettano a dichiarare alle agenzie una lunga serie di adesioni all’invito lanciato da Sergio Mattarella: «Da lui parole di buon senso». Basta scorrere i nomi: Pina Picierno, Lorenzo Guerini, Filippo Sensi, Graziano Delrio, tutti gli esponenti più tiepidi verso l’epica impresa della Flotilla, e non c’è da aggiungerlo, oppositori di Elly Schlein. Il protocollo impone che qualcuno dai piani alti risponda al Presidente della Repubblica, il silenzio rischia di trasformarsi in imbarazzo: dite qualcosa. Così viene chiamato in causa Lorenzo Provenzano, l’ex ministro attualmente responsabile Esteri dei dem. Le parole sono concise e misuratissime: «Condividiamo il suo appello a raccogliere la disponibilità del Patriarcato Latino di Gerusalemme a una mediazione che consenta di conseguire il primario obiettivo umanitario della missione». Pathos zero, piuttosto un atto dovuto, non si può rispondere in modo sgarbato al Quirinale.