“Quattro passi dopo cena, molestie assicurate”. È con queste testuali parole che una collega de Il Resto del Carlino ha iniziato un articolo sulla Bolognina, il quartiere adiacente al centro di Bologna interessato da una lenta ma promettente riqualificazione. Questo processo – lo dico con cognizione di causa, visto che in Bolognina ci vivo da dieci anni – è in evoluzione. Alcune zone hanno già cambiato volto; altre necessitano di investimenti consistenti da parte di comune e privati.
La gentrificazione, purtroppo o per fortuna, richiede tempo: ancora oggi le strade che si snodano a ridosso di via Mattei, via Carracci e via Fioravanti sono meta di balordi e spacciatori.
Ora: come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti. Lo sono sempre, ma lo sono di più se sei giornalista. Affermare che una passeggiata serale in Bolognina equivale a ricevere molestie è una falsità grave che va denunciata con la stessa solerzia con cui il giornale bolognese denuncia i gravi e truculenti episodi di cronaca che ogni giorno terrebbero in ostaggio i residenti del quartiere. A volte (leggasi: spesso) i titoli del più popolare (nel senso di “rivolto al popolo”, come da volontà del suo fondatore) giornale locale sono talmente catastrofici che qualcuno potrebbe svegliarsi la mattina pensando di essere ad Haiti invece che nel cuore dell’Emilia.







