La promessa di "finire il lavoro" a Gaza, pronunciata da Benyamin Netanyahu all'Onu, è arrivata in modo diretto alle orecchie di Hamas. L'ultima sfida del premier israeliano è stata lanciata con l'arma mediatica: altoparlanti all'interno della Striscia e soprattutto l'infiltrazione dell'Idf nei telefonini di tutti gli abitanti, inclusi i militanti della fazione islamista, per costringerli ad ascoltare l'intervento al Palazzo di Vetro. Il discorso di Netanyahu alla platea mondiale per giustificare la prosecuzione della guerra, nelle intenzioni del premier sarebbe dovuto arrivare in modo chiaro sia ad Hamas che ai residenti della Striscia, a partire dalle centinaia di migliaia di persone che sono rimaste a Gaza City nonostante gli appelli all'evacuazione.

Così, alla vigilia dell'intervento all'Onu, il capo del governo ha chiesto all'Idf di installare altoparlanti in vari punti del territorio, e non soltanto al confine con Israele. Nonostante i dubbi dell'esercito, che temeva rischi per i soldati costretti ad abbandonare temporaneamente le loro postazioni per montare questi dispositivi. Per essere certo di parlare a tutta Gaza, Netanyahu ha anche adottato un'iniziativa senza precedenti, e rivendicata proprio da New York: le forze armate israeliane hanno preso il controllo dei telefoni dei residenti di Gaza e degli attivisti di Hamas, per diffondere in diretta il discorso del premier. Con questo messaggio: la guerra può terminare immediatamente con la restituzione di tutti gli ostaggi, lo smantellamento militare di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia.