Nell’incontro bilaterale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York, l’autocrate turco Recep Tayyip Erdogan ha incassato oltre che gli ampollosi complimenti del tycoon lo sblocco delle commesse di F35 che vennero congelate quando 5 anni fa la Turchia – membro Nato – comprò il sistema di difesa anti missile russo. Una decisione che fece infuriare gli Usa che, di conseguenza, ne bloccarono la vendita. E ora, forte del ritrovato sostegno della Casa Bianca grazie anche e soprattutto alla stessa visione “ trumpiana” della azione politica come strumento per zittire e perseguire gli oppositori politici, il sultano prosegue nella sua opera di annichilimento dei pochi media indipendenti rimasti mentre fa intensificare i bombardamenti aerei sulla zona siriana a maggioranza curda ( Rojava).

È infatti in corso una nuova ondata di arresti non solo di politici e di attivisti social, ma anche di manager di aziende ed emittenti televisive. È stata commissariata la CanHolding, finite sotto sequestro le Tv indipendenti ShowTV e Habertürk e sono stati inoltre spiccati mandati di cattura per 10 dirigenti quali Mehmet Şakir Can, Kemal Can e Kenan Tekdag accusati di costituzione di organizzazione criminale, contrabbando, frode e riciclaggio di denaro. Questa stretta ulteriore sui media indipendenti è funzionale anche a impedire che la società civile turca conosca i dettagli di ciò che sta accadendo in Siria, dopo la tanto sbandierata “pace” tra la coalizione di governo turca e il Pkk di Ocalan.