Roma, 26 set. (askanews) – Cresce ancora nel 2024 la produzione della pasta made in Italy, che con un aumento del 5% ha toccato quota 4,2 milioni di tonnellate. Il dato è stato reso noto durante il World Durum and Pasta Forum, l’evento internazionale in corso a Roma dedicato ai mercati del grano duro e della pasta e giunto alla sua seconda edizione, che ha riunito 200 stakeholder tra pastai, mugnai, mondo agricolo, analisti di mercato, rappresentanti delle istituzioni e della filiera del grano duro italiana e internazionale della pasta.

Secondo Unione Italiana Food, con oltre 4 milioni di tonnellate di pasta prodotte nel 2024 (+5% rispetto al 2023), un export che rappresenta quasi il 60% della produzione e tocca oltre 200 paesi e un fatturato di 8,7 miliardi di euro, l’industria pastaria italiana si conferma un asset strategico dell’agroalimentare italiano nonostante uno scenario caratterizzato da pesanti dazi all’export in USA, inflazione, conflitti, aumento dei costi delle materie prime e cambiamenti climatici che influenzano i raccolti del grano duro.

Al centro della riunione il tema dell’approvvigionamento del grano duro. L’Italia è tra i Paesi con maggiore fabbisogno di grano duro, pari attualmente a 6 milioni di tonnellate annui, 1/6 della produzione mondiale. Un fabbisogno che i 4,3 milioni di tonnellate prodotti in Italia nel 2024, tutti acquistati dall’industria italiana, non riescono a coprire. Il resto viene acquistato dall’estero selezionando i migliori grani duri disponibili. Ma molto c’è ancora da fare per garantire all’Italia autosufficienza qualitativa su questa materia prima.