Uccise la moglie, massacrandola con 45 coltellate. La corte d’appello di Torino ha deciso per uno sconto di pena di tre anni nei confronti di Paolo Riccone, 58 anni, di Incisa Scapaccino, che il 6 giugno 2023 ammazzò Floriana Floris nella loro casa nell’astigiano, e convisse per due giorni con il suo corpo. In primo grado Riccone era stato condannato a 22 anni in primo grado. Ora la pena è scesa a 19 anni: le motivazioni della decisione dei giudici saranno rese note tra 90 giorni.
Riccone è recluso nel reparto psichiatrico di Marassi a Genova. In primo grado il suo difensore, l’avvocata Federica Falco, aveva chiesto alla corte d’Assise di valutare le sue condizioni mentali: il consulente di parte si era infatti pronunciato per la seminfermità mentale, mentre per quello della procura aveva agito in condizioni di lucidità. Ma i giudici non avevano disposto una perizia. La questione era stata riproposta in appello, almeno come attenuante, ma con lo stesso esito.
Quando erano arrivati i carabinieri, Floris era stato trovato in camera da letto in stato confusionale: per due giorni aveva “vegliato” il cadavere della donna a cui aveva tolto la vita.
Nel processo, erano emersi sette video girati dalla vittima prima di essere uccisa. L’ultimo solo 40 minuti prima delle coltellate: «Questo non è amore. Non voglio morire. Voglio vivere perché ho una figlia». E ancora: «Faccio questo video perché se succede qualcosa, sapranno cosa mi hai fatto».






