MercatiPositiva l'ultima seduta della settimana, dopo il dato sull'inflazione Usa di agosto, in linea con le attese. Deboli le azioni del comparto chip, sulle indiscrezioni di tariffe americane in arrivo. A Milano rimane sotto la lente anche Cucinelli tra accuse del fondo Morpheus e smentite dell'azienda. L'euro si riavvicina a quota 1,17 dollaridi Enrico Miele e Chiara Di Michele26 settembre 2025La Borsa, gli indici del 26 settembre 20254' di lettura4' di lettura(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono una settimana con guadagni frazionali, frenate dal taglio dei target del settore auto – che vede nero tra frenata della Cina, dazi e calo dell’elettrico – sommato alla prudenza del presidente della Fed, Jerome Powell, su possibili nuovi tagli dei tassi e le pressioni sul comparto tech a Wall Street. Gli indici del Vecchio Continente, seppur con prudenza, guadagnano però leggermente terreno con la Borsa di Milano (+0,8%) che è la migliore al meglio delle cinque sedute, seguita da Londra (+0,7%), Madrid (+0,6%), Francoforte (+0,4%) e Parigi (+0,2%).Stringendo lo sguardo sui titoli di Piazza Affari, la palma d’oro della settimana va a Leonardo (+6,3%) spinta dalle stime sul settore Difesa, seguita sul podio da Saipem (+6,1%) ed Eni (+3,8%). All’opposto tiene banco il caso di Brunello Cucinelli, che ha bruciato il 19,4% sotto i colpi delle accuse degli hedge fund (rispedite al mittente dalla maison, ma senza effetti, per ora, sui corsi azionari). In rosso anche Mediobanca (-9,1%) dopo la fine della seconda finestra dell’Opas di Mps e Amplifon (-7%).Ultima seduta in rialzo, dribbla i dazi sul pharma Ultima seduta settimanale per i listini europei, che riescono con agilità a “dribblare” i nuovi dazi di Trump sui farmaci e chiudono in volata anche grazie all’inflazione Usa nelle attese, dato che dimostra come la guerra tariffaria finora non abbia riacceso la corsa dei prezzi. Un sollievo che, però, non riesce a fugare del tutto i dubbi sul futuro percorso di tagli dei tassi Fed, come testimonia la prudenza di Wall Street (che viene già da tre sedute in “rosso” e dove resta la pressione sui tech). A trainare i listini del Vecchio Continente sono così banche e assicurazioni. Tornando al tema dazi, il tycoon ha dichiarato che a breve, esattamente il primo ottobre, scatteranno nuove tariffe su farmaci (al 100%), autocarri (25%) e mobili (30%) prodotti al di fuori degli Stati Uniti. Come ha spiegato sul social media Truth, i dazi saranno effettivi «a meno che un’azienda non costruisca il proprio stabilimento farmaceutico in America». Le principali piazze europee chiudono in rialzo: Milano (FTSE MIB ), Parigi (CAC 40 ), Francoforte (DAX 30 ), Madrid (IBEX 35 ), Amsterdam (AEX ), Londra (FT-SE 100 ).Wall Street in rialzo dopo inflazione in linea con le atteseSi muovono in territorio positivo i principali indici di Wall Street (ad eccezione del Nasdaq che oscilla intorno alla parità) dopo il dato sull'inflazione pce di agosto: venerdì sera il Dow Jones ha guadagnato lo 0,66% a 46.248, 95 punti, il Nasdaq è salito dello 0,38% a 22.470,27 punti e lo S&P500 è aumentato dello 0,56% a 6.641,74 punti.Alla vigilia, il mercato americano ha chiuso la terza seduta di fila in ribasso, risentendo della pressione dei titoli tecnologici. Gli analisti si interrogano sul futuro dell’Intelligenza Artificiale, soprattutto dopo la partnership siglata tra Nvidia e OpenAI. In più è sotto la lente la notizia riportata da Wall Street Journal secondo la quale l'amministrazione Trump sta anche valutando un piano per ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dai semiconduttori prodotti all’estero. Sul fronte macro è stato annunciato che il Pil del secondo trimestre, in lettura finale, è cresciuto del 3,8% su base annua e non del 3,3% come annunciato in precedenza. Il dato ha sorpreso gli analisti, che tuttavia si pongono interrogativi sulle mosse della Fed, che potrebbe essere meno aggressiva nel taglio del costo del denaro considerando l’andatura forte della congiuntura americana. Per altro sempre ieri è stato reso noto che le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione sono diminuite di 14.000 unità a 218.000, contro attese per un dato a 235.000.