Israele ha bombardato due redazioni giornalistiche in Yemen, uccidendo 31 giornalisti. L’attacco è avvenuto il 10 settembre ma solo negli ultimi giorni si è riusciti ad avere un quadro del numero e delle generalità delle vittime, dopo la denuncia del Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj). Quest’ultima ha detto che è stato il secondo peggior attacco mortale di sempre alla stampa.L’esercito israeliano ha preso di mira un palazzo che ospitava le redazioni dei giornali September 26 e Yemen, vicini ai ribelli Houthi. Dopo il 7 ottobre 2023 e l’inizio del genocidio israeliano nella Striscia di Gaza, gli Houthi hanno condotto diversi attacchi e sabotaggi contro Israele, lanciando razzi verso il paese e colpendo navi nel mar Rosso. Allo stesso tempo Tel Aviv ha compiuto centinaia di attacchi in Yemen, uccidendo centinaia se non migliaia di persone. La strage di giornalisti in Yemen per mano di Israele segue quelle già avvenute nella Striscia di Gaza, in Libano e in Iran.La strage di giornalisti in YemenL’attacco israeliano è arrivato in uno dei momenti della settimana in cui la redazione del giornale September 26 è più frequentata. Il 10 settembre si stava chiudendo l’edizione cartacea del magazine, quando sull’edificio, situato nella capitale dello Yemen Sana’a, sono cadute le bombe di Israele. Il bilancio complessivo è di 31 morti, tutti giornalisti che lavoravano per September 26 e per un altro giornale, Yemen. Tra i morti ci sono anche un bambino che era stato portato in redazione da uno dei giornalisti e quattro altre persone, per un totale di 36. I giornalisti feriti sono stati 22."È stato un attacco brutale e ingiustificato che ha preso di mira persone innocenti il cui unico crimine è stato quello di lavorare nel settore dei media, armati solo di penne e parole", ha denunciato Nasser al-Khadri, caporedattore di September 26, sopravvissuto all’attacco. I bombardamenti hanno anche distrutto l’archivio del giornale, uno dei più ricchi sulla storia dello Yemen.I nomi dei giornalisti uccisiI nomi dei giornalisti yemeniti uccisi nell'attacco israeliano sono: Abdulaziz Yahya Yahya Sheikh, Youssef Ali Yahya Shams El-Din, Ali Naji Saeed Al-Shara’i, Sami Mohammed Hussein Al-Zaidi, Mohammed Ismail Hazam Al-Amsi, Murad Muhammad Ali Al-Faqih, Ali Mohammed Ahmed Al-Faqih, Abdul-Qawi Muhammad Salih Al-Asfour, Bashir Hussein Ahsan Dablan, Aref Ali Abdo Al-Samahi, Mohammed Hamoud Ahmed Al-Matari, Abdul Wali Abdo Hussein Al-Najjar, Abdo Taher Musleh Al-Saadi, Abdulaziz Saleh Ahmed Shas, Abdullah Mohammed Abdo Al-Harazi, Mohammed Ahmed Mohammed Al-Zaakri, Zuhair Ahmed Mohammed Al-Zaakri, Mohammed Abdo Yahya Al-Sanfi, Mohammed Al-Azzi Ghaleb Al-Harazi, Jamal Faras Ali Al-Adhi, Issam Ahmed Murshid Al-Hashidi, Salim Abdullah Abdo Ahmed Al-Wateeri, Abbas Abdul Malik Muhammad Al-Dailami, Lutfi Ahmed Nasser Hadiyan, Qais Abdo Ahmed Al-Naqeeb, Muhammad Ali Hamoud Al-Dawi, Faris Abdo Ali Al-Rumaisa, Abdul Rahman Mohammed Mohammed Jaman, Ali Muhammad Ali Al-Aqel, Amal Muhammad Ghaleb Al-Manakhi, Abdullah Mahdi Abdullah Al-Bahri.L'unico precedente analogo nelle FilippineCome confermato dal Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), si è trattato del secondo attacco alla stampa più mortale mai registrato, dopo il massacro di Maguindanao nelle Filippine del 2009. In quell'occasione 32 giornalisti e altre 26 persone vennero uccise da una banda armata nelle campagne e sepolte in una fossa comune sull’isola di Mindanao. Le vittime stavano andando a presentare le liste della candidatura a governatore provinciale di Esmael Mangudadatu e la giustizia ha decretato che i mandanti della strage appartenevano alla famiglia di un candidato rivale.L’esercito israeliano ha giustificato l’attacco sulle redazioni giornalistiche yemenite bollandole come "obiettivi militari", che diffondevano "terrorismo psicologico". I giornalisti colpiti lavoravano per media vicini agli Houthi, i ribelli che controllano la capitale Sana’a e larghe parti dello Yemen dal 2014. A partire dal 7 ottobre 2023 lo scontro tra i ribelli e l’esercito israeliano si è alzato, con i primi che hanno lanciato centinaia di razzi verso Israele e colpito alcune navi nel Mar Rosso e il secondo che ha compiuto pesanti bombardamenti su siti militari e civili in Yemen. Gli attacchi israeliani hanno causato centinaia se non migliaia di morti nel corso dei mesi, ma non esiste un bilancio ufficiale.La strage di giornalisti del 10 settembre avviene in parallelo all’attacco ai media che Israele sta portando avanti nella Striscia di Gaza, dove è in corso un genocidio. Sono almeno 248 i giornalisti palestinesi uccisi in quasi due anni di offensiva israeliana, mentre altri morti si contano in Libano, altro fronte di attacchi israeliano nonostante il raggiungimento di un cessate il fuoco con Hezbollah alla fine del 2024, e in Iran, bombardato prima dell’estate."Dal 7 ottobre 2023, Israele si è affermato come un killer regionale di giornalisti, con ripetuti incidenti a Gaza, in Libano, in Iran e ora in Yemen, a conferma della consolidata strategia israeliana di etichettare i giornalisti come terroristi o propagandisti per giustificarne le uccisioni", ha dichiarato Sara Qudah, direttrice del programma regionale del Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj). "Gli attacchi israeliani del 10 settembre contro due redazioni giornalistiche in Yemen segnano un'allarmante escalation, estendendo la guerra di Israele al giornalismo ben oltre il genocidio di Gaza. Quest'ultima ondata di omicidi non è solo una grave violazione del diritto internazionale, ma anche un terrificante monito per i giornalisti di tutta la regione: nessun luogo è sicuro".
31 giornalisti uccisi in Yemen da un raid israeliano, è il secondo peggior attacco mortale di sempre alla stampa
I giornalisti lavoravano per September 26 e Yemen, due giornali vicini ai ribelli Houthi. Per Israele la redazione era un “obiettivo militare” e i giornalisti dei “terroristi”.






