Quando è stato proiettato il video, la mamma è uscita dall'aula in lacrime. Le immagini delle violenze sulla figlia 14enne hanno fatto calare il silenzio e l'ombra dell'orrore tra i banchi del tribunale dei minorenni dell'Aquila.

Alla sbarra due ragazzini, all'epoca dei fatti di 14 e 15 anni e oggi incriminati per violenza sessuale aggravata e riproduzione e diffusione di materiale pedopornografico. Secondo l'accusa avrebbero prima convinto la giovane a fumare uno spinello e poi l'avrebbero violentata riprendendo il tutto con i loro telefonini.

Immagini finite poi nella chat di classe e sui social, rimbalzate da uno smartphone e l'altro devastando la vita della giovanissima che, ancora oggi - a due anni di distanza - porta su di sé i segni - fisici e psicologici - di un incubo senza fine. La vicenda risale a due anni fa ma è tornata alla ribalta durante l'udienza che si è svolta a porte chiuse al tribunale per i minorenni dell'Aquila.

In aula sono stati sentiti i primi testimoni e poi è stato proiettato uno dei video che incastrerebbero i due imputati. Secondo quanto ricostruito dall'accusa, un'amichetta della vittima, all'epoca 13enne - e quindi non imputabile -, convinse la giovane a fumare marijuana e poi a seguirla a casa di due ragazzi, poco più che coetanei. Lì sarebbero avvenuti gli abusi da parte di uno dei due ragazzi mentre l'altro riprendeva la scena con il telefonino.