Il NORAD (acronimo in inglese di North American Aerospace Defense Command) afferma che quattro F-16 statunitensi, un aereo da sorveglianza e quattro aerei cisterna hanno intercettato 4 bombardieri e caccia russi (2 Tupolev Tu-95 e 2 Sukhoi Su-35) che entravano nella zona di difesa aerea dell'Alaska. Un aereo russo è rimasto nello spazio aereo internazionale e non è entrato nello spazio aereo sovrano statunitense o canadese, ha affermato il NORAD, ma la zona di identificazione della difesa aerea dell’Alaska è un’area dello spazio aereo internazionale che già «richiede la pronta identificazione di tutti gli aeromobili per scopi di sicurezza nazionale», ha affermato il NORAD.
Incursioni russe nei cieli Nato, la Turchia invia in Lituania un aereo che individua i droni
Il Norad ha specificato che gli aerei russi non sono entrati nello spazio aereo sovrano degli Stati Uniti o del Canada. «Gli aerei militari russi sono rimasti nello spazio aereo internazionale e non sono entrati nello spazio aereo sovrano americano o canadese. Questa attività russa nella ADIZ [Air Defence Identification Zone] dell'Alaska si verifica regolarmente e non è considerata una minaccia», dice la dichiarazione ufficiale. Fatto è che questi episodi di tensione tendono a ripetersi con sempre maggiore frequenza, sui cieli di confine russo-americani (oltre che ovviamente sul Baltico). Lo sconfinamento in Lettonia «Due caccia Gripen ungheresi della missione Nato Baltic Air Policing sono decollati oggi dalla base di Siauliai, in Lituania, per rispondere alla presenza di un Su-30, un Su-35 e tre MiG-31 russi che volavano vicino allo spazio aereo della Lettonia». Lo ha reso noto il Comando Areo Alleato in un messaggio su X. «L'Ungheria, sottolinea la Nato, dimostra così l'impegno dell'Alleanza a proteggere i Paesi baltici e il fianco orientale». I precedenti Il 19 settembre tre jet russi sono entrati senza autorizzazione nello spazio aereo dell'Estonia e vi sono rimasti per 12 minuti, secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri estone. Ciò è avvenuto poco più di una settimana dopo che gli aerei della Nato avevano abbattuto dei droni russi sopra la Polonia, alimentando i timori di un'estensione della guerra in Ucraina. "I JAS 39 Gripen (svedesi) e gli Eurofighter (tedeschi) sono stati fatti decollare dal Mar Baltico meridionale per identificare e monitorare un aereo da ricognizione russo IL-20 nello spazio aereo internazionale", aveva dichiarato l'aeronautica militare svedese sul proprio account X. La Luftwaffe tedesca inoltre ha dichiarato che i suoi jet hanno inizialmente seguito l'aereo russo, prima di passare il monitoraggio ai caccia dell'alleato Nato svedese, per poi tornare alla base aerea di Rostock-Laage, nel nord della Germania. L'incursione della Russia nello spazio aereo dell'Estonia è il terzo "incidente" del genere a settembre. Violazioni simili sono state segnalate anche in Polonia e Romania questo mese. Le tensioni sono aumentate al confine orientale della Nato da quando, il 9 settembre scorso, alcuni droni russi sono entrati nello spazio polacco spingendo le forze di Varsavia e quelle alleate ad abbatterne alcuni; un episodio inedito in questi tre anni e mezzo di guerra in Ucraina. Mosca si è limitata a dire che i suoi velivoli non avevano come obiettivi la Polonia, ma i leader europei ritengono che le violazioni siano state una provocazione deliberata. Pochi giorni dopo, il 14 settembre, la Romania ha fatto decollare i suoi aerei da combattimento dopo quello che ha indicato come un drone russo nel suo spazio aereo. Inizialmente Bucarest ha mobilitato due caccia F-16 e in seguito due Eurofighter della missione tedesca. Il ministro della Difesa ha detto che il drone è uscito dallo spazio aereo romeno, tornando verso l'Ucraina, quando l'aviazione si preparava ad abbatterlo. Un aereo militare russo ha sorvolato una fregata della Marina tedesca nel Mar Baltico. Lo ha riferito negli scorsi giorni il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, che ha definito l'episodio un'ulteriore provocazione russa. Nel linguaggio militare, i sorvoli ravvicinati sono considerati atti inutilmente provocatori. «Con crescente frequenza e intensità la Russia mette alla prova i confini, anche nei confronti degli Stati membri della Nato», ha dichiarato Pistorius al Bundestag, sollecitando l'approvazione del bilancio della Difesa rafforzato. Le posizioni di Ue, Trump e Nato "Se necessario", gli eserciti Nato potrebbero abbattere i caccia russi che invaderanno il territorio dei Paesi alleati. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un'intervista rilasciata a Fox News. «Sono totalmente d'accordo con il presidente Trump, se necessario», ha detto. «I nostri eserciti sono addestrati e preparati per questo. Sappiamo come farlo da oltre 40-50 anni. Durante l'era sovietica, e poi dopo l'era sovietica, con i russi, abbiamo avuto queste incursioni. Ciò significa che i piloti da combattimento e i militari valuteranno costantemente le minacce e se sia necessario scortare questi aerei fuori dal territorio alleato, come minimo. Ma se necessario, e il presidente ha perfettamente ragione, faremo anche di più. Il massimo per proteggere il nostro popolo», ha concluso. L'opzione di abbattere un caccia che si intromette nello spazio aereo della Nato è "sul tavolo" ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in un'intervista alla Cnn. «La mia opinione è che dobbiamo difendere ogni centimetro del territorio», ha detto. «Ciò significa che se si verifica un'intrusione nello spazio aereo, dopo un avvertimento, dopo essere stati molto chiari, ovviamente l'opzione di abbattere un caccia che si intromette nel nostro spazio aereo è sul tavolo». La replica di Mosca L'eventuale abbattimento di un aereo russo da parte della Nato nel suo spazio aereo scatenerebbe una "guerra", ha avvertito l'ambasciatore russo in Francia, Alexey Meshkov, in un'intervista al canale di notizie Rtl, rilanciata da Kiyv Independent. «Sapete, ci sono molti aerei della Nato che violano lo spazio aereo russo, deliberatamente o meno, ma succede abbastanza spesso, dopodiché non vengono abbattuti", ha affermato l'ambasciatore, senza fornire esempi. La presenza di droni sugli aeroporti di Danimarca e Svezia. In Francia su base militare Le autorità danesi hanno denunciato un "grave attacco" contro le infrastrutture del Paese dopo il sorvolo degli scali di Copenaghen e Aalborg da parte di droni di origine sconosciuta che hanno bloccato il traffico aereo per quattro ore. Episodio che ha coinvolto anche Oslo il 22 settembre. La polizia danese sta indagando, insieme alle forze militari e ai partner di Svezia e Norvegia, sul possibile coinvolgimento di navi, fra cui almeno una russa e una usata per l'export di petrolio russo, nell'incursione dei droni sull'aeroporto di Copenaghen. Un "attore capace" avrebbe orchestrato l'operazione con droni arrivati da direzioni multiple. Fra le navi considerate dagli inquirenti ci sono la russa Astrol-1 che ha navigato nello stretto di Oresund, e la nave con bandiera del Benin Pushpa, sanzionata per il trasporto di petrolio russo. La Pushpa si trovava a 80 chilometri dall'aeroporto quando sono comparsi i droni sullo scalo. A bordo della nave Oslo Carrier 3, vicina all'aeroporto al momento dell'incursione, ha un equipaggio in parte russofono. La nave è di proprietà della Bulkship Management AS, basata in Norvegia e presente a Kaliningrad. Droni non identificati hanno sorvolato la base militare di Mourmelon-le-Grand, dipartimento della Marna, nord-est della Francia, nella notte tra domenica e lunedì scorsi. Lo hanno riferito fonti militari locali all'agenzia di stampa Afp, precisando che si è trattato di velivoli di piccole dimensioni, "non di droni pilotati da personale militare". In conformità con la procedura per i sorvoli dei droni, ha precisato l'Afp, sono state rafforzate le misure di sicurezza ed è stata presentata una denuncia alla gendarmeria.











