Emanuele Ragnedda era volato in elicottero al compleanno della madre dopo aver ucciso con diversi colpi di pistola, non ricorda neanche quanti, Cinzia Pinna, la donna scomparsa nella notte tra l’11 e il 12 settembre tra Arzachena e Palau e ritrovata cadavere mercoledì nei campi della sua tenuta. Ammazzata senza un motivo, al momento: gli investigatori e gli inquirenti, infatti, non hanno ancora ottenuto dall’imprenditore nel settore dei vini, 41 anni, un movente per il femminicidio della 33enne. Potrebbe farlo nell’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari Marcella Pinna, in programma venerdì nel carcere di Nuchis, dove l’uomo è rinchiuso dopo aver confessato di aver ucciso la donna che frequentava saltuariamente da qualche tempo.

Secondo i magistrati, i due si sono incontrati la sera dell’11 settembre e l’uomo l’ha convinta a seguirlo a casa. Lì, si sarebbe consumato il delitto. Nella sua tenuta, i carabinieri hanno rintracciato polvere bianca sul tavolo, bottiglie di vino semivuote sparse qua e là, sangue dentro e fuori la grande casa. Gli inquirenti dovranno chiarire se quella polvere bianca sia cocaina, come sembra. E poi il movente e gli aspetti ancora oscuri della vicenda, a partire dal lavaggio del divano e delle federe dei cuscini, chi se ne è occupato e quando.