Nicolas Sarkozy è stato giudicato colpevole di associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito e prosciolto dall’accusa di corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici nel processo sui fondi ricevuti dal regime libico di Muammar Gheddafi. Ma la non colpevolezza per i due capi d’imputazione non gli eviterà il carcere. Il tribunale ha infatti emesso una sentenza di condanna a 5 anni di reclusione e il “mandat de depot”, cioè la carcerazione, anche se l’ex presidente della Francia presenterà appello.
Non è stato arrestato in aula perché l’ordine è differito “di alcuni giorni” al momento in cui Sarkozy sarà convocato dalla Procura finanziaria, che gli notificherà l’ordine di carcerazione. Il tutto avverrà entro 30 giorni. “Dormirò in carcere, ma a testa alta”, ha detto l’ex presidente aggiungendo che si batterà “fino all’ultimo respiro” per dimostrare la sua “innocenza” e definendo la sentenza una “ingiustizia” e uno “scandalo”. L’ex capo di Stato ha insistito: “Quelli che mi odiano fino a questo punto hanno voluto umiliarmi. Ma è la Francia che hanno umiliato”. La presidente del tribunale ha pronunciato anche la condanna ad un’ammenda di 100.000 euro ed ha qualificato i reati commessi da Sarkozy di “particolare gravità”. I pubblici ministeri hanno chiesto per lui una pena detentiva di 7 anni.











