Un’impennata di incidenti sul lavoro si è verificata nell’arco di alcune settimane all’interno dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, in provincia di Gorizia. Nessun decesso, ma comunque lesioni anche gravi per le vittime di cadute e per intossicazioni. Preoccupanti indicatori di come la sicurezza sul lavoro sia un’emergenza continua e non risolta, nonostante le molte parole che vengono spese dopo ogni incidente.

A fine agosto un cittadino del Bangladesh, di 39 anni, è precipitato da un’altezza di due metri nel vano scale di un ponte in costruzione della nave Star Princess. Dopo pochi giorni, l’8 settembre, un italiano di 46 anni, impegnato nel turno del mattino, è stato investito da un carrello elevatore che gli ha schiacciato piede e caviglia, causandogli traumi talmente gravi da richiedere il trasferimento all’ospedale di Padova, per interventi di ricostruzione. La sera del 22 settembre quattro operai che stavano lavorando nel reparto saldatura dello stesso stabilimento hanno accusato mancamenti e giramenti di testa, sono stati soccorsi e trasportati in ospedale per una intossicazione da monossido di carbonio. Dopo poche ore, mentre era già stato proclamato uno sciopero di due ore a fine turno, il dipendente di una ditta esterna è precipitato da una scala, facendo un volo di circa tre metri, procurandosi traumi alle gambe e alla spina dorsale.