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Alessandro Sala

Dopo il volo sperimentale di Ita Airways l'Italia spinge per l'introduzione di nuove regole per consentire l'accesso in cabina, senza gabbie, anche agli animali fino a 25 kg. L'altolà del Codacons: «Possibili disagi per gli altri passeggeri»

Il «modello italiano» per il trasporto di animali di medie dimensioni nella cabina degli aerei ha debuttato sulla scena internazionale. All'indomani del volo dimostrativo di Ita Airways, a bordo del quale hanno viaggiato due cani di taglia superiore ai 10 kg, senza trasportino e accanto alle loro accompagnatrici, il progetto di estensione delle possibilità di viaggio per gli animali domestici nel trasporto aereo commerciale è stato illustrato anche alla 42esima assemblea generale dell'International civil aviation organization (Icao) a Montreal, in Canada.

Per l'Italia, oltre al presidente dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, Pierluigi De Palma, c'erano il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, e l'amministratore delegato di Ita Airways, Joerg Eberhart. È stata la prima volta che un'autorità nazionale dell'aviazione civile ha proposto a livello mondiale un progetto di inclusività con l'obiettivo di arrivare ad uno standard valido a livello globale per il trasporto di «pet» fino a 25 kg, che vengano considerati a tutti gli effetti «membri della famiglia» e come tali titolari del diritto di viaggiare in cabina.