I satelliti Starlink, la costellazione della SpaceX di Elon Musk, tornano ad agitare la politica italiana. Il dibattito va avanti da molto e un accordo tra il governo italiano e SpaceX, la società del magnate che ha contribuito alla rielezione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, trova resistenze anche nella stessa maggioranza, con Forza Italia e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che avevano tirato il freno a mano dopo alcune esternazioni di Musk, che nei mesi scorsi aveva velatamente minacciato di “disconnettere” l'Ucraina qualora non avesse accettato le condizioni di Trump (e di Putin…) per un accordo sul conflitto.Per provare a competere sul mercato e per evitare il rischio, più o meno remoto, che informazioni sensibili in ambito civile e militare possano essere gestite dalla società di un attore della politica statunitense, l'Europa è corsa ai ripari accelerando la realizzazione della costellazione Iris2 (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite). Si tratta di una costellazione di satelliti interamente realizzata e gestita dagli stati del Vecchio continente e che prevede un accesso alla rete più “sicuro”, riservato ai governi, e uno commerciale a cui potranno accedere i privati. Un progetto ambizioso, approvato dalla Commissione europea nel dicembre 2024, ma che è ancora allo stato embrionale.A che punto è la costellazione Iris2La partita si potrebbe giocare tutta sui tempi: il governo Meloni potrebbe puntare su Starlink motivando la decisione con l'evidente vantaggio della società americana rispetto alla risposta europea. Iris2 al momento è ancora una scatola vuota ma può contare su un “tesoretto” di 10,6 miliardi di euro spalmati in 12 anni. A finanziare il progetto l'Unione Europea (circa 6 miliardi), l'Esa (Agenzia spaziale europea, 500 milioni di euro) e dei partner privati(4,1 miliardi). La flotta dovrebbe essere operativa nel 2030, con tre anni di ritardo rispetto al primo annuncio che prevedeva la piena operatività nel 2027. Il lancio inaugurale dovrebbe avvenire nel 2029.È prevista la realizzazione di 290 satelliti, di cui 170 in orbita bassa, 18 in orbita media e i restanti in orbita geostazionaria. La questione ha ovviamente un peso geopolitico: ridurre la dipendenza degli Stati membri dell'Ue da tecnologie extra-europee su sorveglianza dei confini, protezione civile e gestione di emergenze diventa sempre più una priorità. Come in altri ambiti, il governo guidato da Giorgia Meloni si trova in una posizione scomoda: da una parte c'è l'esigenza di non scontentare l'alleato americano, dall'altra il fatto di essere uno dei principali attori sulla scena continentale. Su Iris2 l'Italia ha stanziato 50 milioni di euro con la previsione di creare 200 posti di lavoro nel centro di controllo che nascerà a Fucino e sarà uno dei tre previsti dal progetto.Il documento del ComintA spingere per un accordo con Space X sono soprattutto la Lega di Matteo Salvini – che da tempo ha trovato in Elon Musk uno dei suoi punti di riferimento – e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che con i Maga americani sembra aver siglato una sorta di “patto d'acciaio” e vanta un'amicizia con Musk che non si sarebbe incrinata neanche dopo la rottura tra quest'ultimo e il presidente Donald Trump.Il nuovo capitolo della battaglia politica sull'utilizzo dei nostri cieli è contenuto in una relazione alle Camere su attività e risultati degli investimenti nel settore spaziale e aerospaziale, presentata dal Comitato interministeriale per le politiche spaziali e aerospaziali (Comint), presieduto dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che nei mesi scorsi aveva ipotizzato addirittura la realizzazione di una flotta satellitare interamente “made in Italy”.Nella maggioranza pare che l'unico a tifare per lui sia rimasto Matteo Salvini. O no?Nel documento si legge: “Mentre l'Ue lavora alla costellazione satellitare Iris2, la società statunitense SpaceX offre all’Italia i servizi della propria costellazione Starlink; quest’ultima, già disponibile ed in continua evoluzione, è nettamente superiore a Iris2, non ancora disponibile, di respiro meno ambizioso. Si pone la questione di una strategia europea per lo Spazio ben armonizzata con quella degli Stati Uniti”.Insomma, per il governo Meloni, che non ha ancora preso decisioni in merito, l'offerta della società americana sarà nettamente migliore anche quando Iris2 sarà realtà. Una presa di posizione abbastanza netta che riporta all'attualità le voci insistenti che parlano da tempo di una bozza di accordo da 1,5 miliardi di euro tra SpaceX e il governo italiano, bozza più volte smentita. C'è da dire che la relazione del Comint non ha un valore vincolante, ma potrebbe essere usata come cavallo di Troia dall'esecutivo quando sarà presa una decisione in merito. Segna però un netto cambio di posizione del ministro Urso, che nei mesi scorsi sembrava aver frenato su Starlink, dando priorità al progetto di sovranità europea sulle politiche satellitari.In orbita il CubeSat a firma dell’azienda italiana Tyvak International e nel consorzio made in Italy c’è anche Tim. E Officina Stellare scommette sulla fibra ottica spazialeNelle 37 pagine del documento, che fa il punto sugli investimenti nel settore spaziale e aerospaziale, si legge anche: “Rimane tuttavia aperta la questione del divario di capacità fra la Ue e l’alleato Usa, rappresentata con chiarezza da Starlink, e delle correlate opportunità. Queste ultime specialmente in termini delle possibili partnership che possono essere instaurate con l’alleato Usa, in esito ad un’attenta valutazione delle opzioni disponibili in termini di alleanze strategiche e nella prospettiva di preservare l’unità e l’efficacia dell’Occidente".E ancora: "Quanto sopra anche alla luce del fatto che – in tutta evidenza – la Ue non potrà prescindere – a parità di prestazioni ed immediatezza delle stesse – da una stretta partnership con gli Usa in settori strategici quali le telecomunicazioni satellitari”. La strategia, nell'immediato, potrebbe quindi essere quella di “appoggiarsi” a Starlink in attesa della piena operatività della flotta satellitare europea e rimandare al 2030 - quando a governare potrebbero esserci altri - un cambio di strategia. Ovviamente tutto dipenderà dal tipo di accordo che verrà eventualmente siglato con la società di Elon Musk, su quanto sarà vincolante rispetto a durata e rescissione.E il sistema italiano?“Invece di mandarci relazioni per promuovere le opportunità offerte da Starlink, il ministro Urso dovrebbe spiegare al Parlamento che fine ha fatto lo studio di fattibilità per la costruzione del sistema satellitare italiano ad orbita bassa Mercurio, che lui stesso aveva annunciato per difendersi dall’accusa di essere troppo vicino a Musk. Ad un anno da quando lo studio è stato commissionato non si sa ancora nulla". A parlare è il deputato del Partito democratico, Andrea Casu, intervenuto durante l'iniziativa European Space Act – verso il voto al Parlamento europeo.Casu, che ha più volte criticato l'esecutivo per una certa subalternità all'amministrazione Trump, ha poi ribadito: “Il ministro del Made in Italy, invece di promuovere SpaceX, dovrebbe occuparsi di difendere e far crescere l’ecosistema italiano e il peso del nostro Paese nella costruzione del mercato unico delle comunicazioni satellitari europee, indispensabile per non condannare l’intero continente a un futuro da colonia”.