Non basta riempire la ciotola per rendere felice un gatto. Lui si avvicina, annusa, osserva, magari assaggia… e non di rado si allontana lasciando l’alimento intatto. Non è un vezzo né un capriccio: dietro al suo essere schizzinoso si nasconde un sofisticato sistema di valutazione, che coinvolge tutti e cinque i sensi. Vista, olfatto, gusto, tatto e persino la percezione della temperatura guidano ogni sua scelta alimentare. Abituato per millenni a cacciare prede vive, il gatto porta ancora oggi nella sua quotidianità domestica un bagaglio sensoriale unico. Ecco perché il momento del pasto, per lui, non è mai solo nutrimento: è un rito che racchiude istinto, emozione e benessere.

La voce dell’esperta

A spiegarlo a La Zampa è la veterinaria ed etologa Gabriella Tami, esperta di comportamento felino per Ultima. “Il gatto è un cacciatore, un carnivoro obbligato. È specializzato nel mangiare alimenti di origine animale, e questo ha fatto sì che i suoi sensi si sviluppassero in una direzione precisa: riconoscere, valutare e consumare la preda”. E aggiunge: “Per il gatto il momento del pasto non è mai soltanto nutrimento, ma racchiude istinto, emozione e benessere. Imparare a guardare il mondo dalla sua prospettiva, offrendogli un ambiente sereno, alimenti di alta qualità e attenzioni mirate significa proteggere il suo equilibrio emotivo e trasformare il pasto in un momento speciale che rafforza il vostro legame e porta benessere a entrambi”.