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Il calo delle vendite degli ultimi mesi sta costringendo il grande gruppo automobilistico Stellantis a ridurre la produzione di auto, e quindi a fermare gli stabilimenti: non solo in Italia, come ormai è noto, ma anche in alcuni paesi europei, che invece è una novità. Lunedì Stellantis ha detto ai sindacati che lo stabilimento francese di Poissy chiuderà per 15 giorni a ottobre, e secondo il quotidiano economico Les Echos si fermeranno altri quattro stabilimenti tra Polonia, Germania e Spagna.
Da gennaio a luglio Stellantis ha immatricolato quasi 1,1 milioni di auto, con un calo dell’8,1 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Senza fermare la produzione, insomma, rischia di trovarsi con troppe auto invendute. Stellantis è in crisi perché da leader di mercato in Italia e in Europa non è stata in grado di indirizzare nel modo giusto gli investimenti sull’innovazione dei processi e dei prodotti, e ha invece puntato a rinnovare in maniera solo marginale vecchi modelli, perdendo quote di mercato e portando a un lento degrado dei suoi processi e dell’intero indotto.
Nello stabilimento di Poissy, nella zona ovest di Parigi, lavorano circa duemila dipendenti che ogni giorno costruiscono 420 auto tra Citroën DS3 e Opel Mokka. Jean-Pierre Mercier, rappresentante del sindacato SUD, ha detto che la chiusura per 15 giorni – dal 13 al 31 ottobre – è un’iniziativa senza precedenti. Stellantis ha motivato la richiesta di cassa integrazione con il calo delle vendite della Opel Mokka, assicurando che si tratta di una situazione temporanea. Mercier però è convinto che sia un segnale dell’intenzione di chiudere definitivamente lo stabilimento perché non è previsto l’arrivo di nuovi modelli dopo la fine della produzione della Mokka, fissata per il 2028.











