“Gratuita, pericolosa, irresponsabile“. Giorgia Meloni definisce così la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla in navigazione verso Gaza. Parlando da New York, a poche ore dal suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la presidente del Consiglio non usa mezzi termini: “Non c’è bisogno di rischiare la propria incolumità di infilarsi in un teatro di guerra per consegnare aiuti a Gaza che – sottolinea – il governo italiano avrebbe potuto consegnare in poche ore“. La premier richiama così “tutti alla responsabilità, particolarmente per quanto riguarda i parlamentari italiani” a bordo delle barche della flotta: “Ricordo che i parlamentari della Repubblica Italiana sono pagati per lavorare nelle istituzioni, non per costringere le istituzioni a lavorare per loro“, attacca.

“Vogliono creare problemi al governo” – Meloni insiste: “Non si può rischiare l’incolumità delle persone per fare iniziative che sembrano prevalentemente fatte non per consegnare gli aiuti, ma per creare problemi al governo“. Una flotta, va precisato, che non è comunque composta da sole barche italiane ma da circa 50 imbarcazioni che battono bandiera – solo per fare qualche esempio – di Spagna, Regno Unito, Polonia e Grecia. Quindi pare evidente che la missione internazionale non è nata per creare problemi all’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni ma per stimolare tutti i governi, specie quelli occidentali, ad agire contro il genocidio a Gaza.