Progettata e prodotta in Europa, la sesta serie della Micra condivide tecnologie e powertrain con la 5 E-Tech sfruttando le sinergie offerte dall’Alleanza Renault-Nissan. Una ricetta da tempo adottata dai gruppi automobilistici per supportare le economie di scala. Un tema che parlando di auto elettriche è particolarmente sentito da tutti i marchi, compresi quelli premium. La rentrée della compatta Nissan poggia su fattori che, in toto o parzialmente, sono stati utilizzati sin dal debutto della generazione del 1992. Ovvero, la seconda della stirpe ma la prima approdata in Italia.
Si tratta dello stile distintivo e di tecnologie all’avanguardia in rapporto ai tempi. Per esempio, il motore a 16 valvole della Micra edizione 1992 abbinabile al cambio automatico o l’evoluzione del design che ha spinta quella del 2002 fra le utilitarie di aspetto simpatico o, ancora, la condivisione dell’architettura e delle motorizzazioni con la “cugina francese” Renault Clio. Puntando sulla filosofia che ha guidato lo sviluppo delle precedenti, la Micra 6.0 si proietta nel contesto delle compatte trovandosi di fronte un numero sempre crescente di rivali elettriche.
Due powertrain, due autonomie e tre allestimenti Dal prossimo febbraio affronterà questo compito con una gamma formata da due versioni e declinata negli allestimenti Engage, Advance ed Evolve in vendita da subito a prezzi che partono da 29.500 euro, ma che con gli incentivi statali muove da 18.500 euro. Alla base dell’offerta c’è la variante con il motore da 120 CV con 225 Nm di coppia alimentato da una batteria da 40 kWh che promette percorrenze fino a 317 chilometri, mentre al vertice c’è la versione con 150 cavalli e 245 Nm di coppia abbinata a una pila da 52 kWh che sposta l’autonomia fino a 416 chilometri.










