NEW YORK – Nell’America trumpiana della caccia all’immigrato, c’è qualcosa di più pericoloso del venire arrestati per strada dagli agenti federali: scendere da un furgone appena entrato dentro un centro di detenzione. In questo modo un immigrato è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti in modo grave, colpiti da un uomo bianco di 29 anni, Joshua Jahn, che si era appostato sul tetto di un edificio, imbracciando il fucile. Il killer si è poi tolto la vita, sparandosi un colpo. È successo a Dallas, in Texas, in una giornata di pioggia, ma poteva accadere in ogni parte d’America, dove i clandestini vengono braccati e le armi si vendono al supermercato. I tre immigrati erano stati appena arrestati e stavano scendendo dal furgone, quando sono stati colpiti. Quasi certamente sarebbero stati deportati nei loro Paesi senza passare da un giudice. Uno di loro ci tornerà dentro una cassa di legno. Sul movente dell’attacco si è innescato un cortocircuito di notizie, come per l’attentato del 10 settembre, quando è stato ucciso nello Utah l’attivista radicale di destra Charlie Kirk.
In entrambi i casi il killer si era appostato su un tetto e sulle munizioni sono state trovate scritte: mentre due settimane fa i riferimenti erano al movimento antifascista Antifa, che poi si sono rivelati legati a videogiochi e provocazioni, sulle munizioni trovate accanto al corpo del killer di Dallas c’era scritto in blu “anti-Ice”. Questo è bastato per spingere la responsabile della sicurezza interna, Kristi Noem, a lanciare l’allarme contro «gli attacchi dell’estrema sinistra». «Per mesi - ha detto - abbiamo avvisato politici e media di abbassare i toni contro l’Ice prima che qualcuno venisse ucciso. Queste orrende uccisioni devono essere una sveglia per l’estrema sinistra». Jahn, al momento, è risultato solo un elettore indipendente con qualche precedente penale legato alla marijuana. Il fratello ha detto che non se lo aspettava. Il vicepresidente J. D. Vance ha parlato di «ossessivo attacco alle forze dell’ordine». Nessuno ha speso una parola per l’immigrato ucciso. Tre ore dopo l’attentato, gli investigatori avevano ammesso di non avere indicazioni sul movente, ma poi il direttore dell’Fbi, Kash Patel, ha pubblicato su X una foto con l’immagine di cinque proiettili. Su uno c’era il messaggio “anti-Ice”, in linea con la posizione espressa dal governo, anche se il killer ha colpito gli immigrati.










