“Vorrei che venisse aggiornata la normativa regionale, per attrezzare le case maternità con la tecnologia, in maniera tale da poter monitorare, anche da remoto, in collegamento con gli ospedali, lo stato di salute dei neonati. Lo chiamerei ‘metodo Matilde’, vorrei che il nome di mia figlia servisse a salvare altre bambine. Il mio impegno sarà tutto rivolto verso questo obiettivo”.
Si commuove Sandro, un attore di teatro e padre della neonata morta venerdì 12 settembre nella casa maternità “Il nido”, a Testaccio, nel cuore della Capitale. La madre Noemi, una insegnante di 36 anni, stava partorendo quando qualcosa è andato storto. La neonata è morta. “Non aveva aria nei polmoni”, ha rilevato il medico legale al termine dell’autopsia eseguita all’istituto di medicina legale della Sapienza. Tra 90 giorni arriveranno i risultati degli esami affidati all’anatomopatologo, che dovrà stabilire quando è morta Matilde, se prima, durante, o dopo il parto. Due ostetriche sono indagate per omicidio colposo. Il padre ha assistito a tutta la scena.
“Ero lì, ho visto tutto – spiega - avevo addirittura tolto la maglia per abbracciare mia moglie e aiutarla nel parto: quando è successa la tragedia sono stato il primo a vederla, per la posizione e la visuale che avevo”.







