Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), circa 2,3 miliardi di persone in tutto il mondo, di cui circa 1 miliardo in Africa, cucinano ancora i propri pasti con metodi rudimentali e inefficienti, respirando il fumo nocivo rilasciato dalla combustione non controllata di carbone, carbonella e legna da ardere.

La strategia di decarbonizzazione di Eni prevede che, entro il 2050, solo circa il 5% della riduzione assoluta complessiva delle emissioni al 2050 derivi da compensazione attraverso crediti di carbonio e da soluzioni tecnologiche avanzate.

In quest’ultimo ambito è stato avviato un programma di promozione di accesso a sistemi di cottura migliorati, il cosiddetto Clean Cooking, attraverso la distribuzione di fornelli che rendono più efficienti e sostenibili i tradizionali metodi di cottura. In questo modo si riducono non solo i tempi di cottura ed i consumi di combustibile ma si può soprattutto migliorare sensibilmente la qualità dell’aria tra le mura domestiche, con importanti impatti positivi sulla salute delle famiglie.

Questo programma ha un grande impatto a livello socio-economico. I fornelli sono interamente realizzati da laboratori locali certificati, che impiegano manodopera locale. Il progetto adotta inoltre una prospettiva di genere: la raccolta della legna, attività lunga e faticosa, è tradizionalmente svolta dalle donne, mentre l’introduzione dei sistemi di Clean Cooking consente loro di dedicare più tempo ad attività produttive o formative.