"A80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, in un tempo sempre più dilaniato da conflitti violenti, noi, Chiese in Italia, Slovenia e Croazia, leviamo insieme, con forza, il nostro grido di pace e il nostro appello, perché ogni comunità cristiana sia protagonista di speranza, vigile e attiva nel promuovere e sostenere cammini di riconciliazione".
E' un passaggio dell'Appello per la pace delle Chiese in Italia, in Slovenia e in Croazia, firmato questa sera a Gorizia dal card.
Matteo Zuppi, da mons. Andrej Saje e da mons. Kutleša, presidenti, rispettivamente, della Conferenza Episcopale italiana, slovena e croata.
L'appello levato da Gorizia, dove sono in corso i lavori del Consiglio permanente della Cei, nell'ambito di una Veglia di preghiera in piazza Transalpina con la partecipazione dei giovani dei rispettivi Paesi, si estende "a tutti i Balcani e si allarga fino ad unire, in un unico abbraccio, Terra Santa, Ucraina e tutte le altre zone insanguinate dalla guerra". "Non possiamo restare in silenzio - dicono i vescovi - di fronte alla drammatica escalation di violenza, al moltiplicarsi di atti di disumanità, all'annientamento di città e di popoli. Il grido che sale da molte parti del Pianeta è straziante e non può restare inascoltato". "Dio vuole la pace - continuano - e noi siamo i suoi artigiani. Esprimiamo e incarniamo nel quotidiano questo anelito per superare frontiere e barriere, troviamo insieme la forza, il coraggio, la determinazione per spezzare ogni spirale di risentimento e di violenza. Guardando oltre i confini nazionali, non più linee di separazione, ma luoghi di amicizia e incontro fra i popoli, comprendiamo che le identità culturali e spirituali nazionali si fondono oggi in un più alto e condiviso patrimonio identitario europeo". "Questo - affermano - richiama ed esige coraggiose e feconde esperienze di riconciliazione, per perdonare e chiedere perdono, dalle quali può sorgere il bene assoluto della pace, secondo le intuizioni dei "padri fondatori" dell'Europa comunitaria. Un'Europa di pace, aperta al mondo, capace di ispirare fratellanza e universalismo ben al di là della sua geografia".







