La spinta al meloniano Francesco Acquaroli.
Ma anche ai suoi candidati, perché "una Lega forte è garanzia per le Marche e per il Paese". Mentre Giorgia Meloni e Antonio Tajani sono a New York per l'Assemblea generale dell'Onu, Matteo Salvini si lancia in un tour nella prima delle 7 Regioni al voto di qui a fine novembre.
"Sento un'ottima aria, ho visto qualche sondaggio, siamo avanti..." si spinge a dire facendo comunque un appello ai marchigiani ad andare ai seggi domenica e lunedì perché "nella vita si vince o si perde per 10 voti". E apre, in un discorso tutto interno, all'idea esplicitata da Luca Zaia di un modello Csu-Cdu anche per l'organizzazione della Lega.
Un'ipotesi "di cui abbiamo parlato", fa sapere il leader leghista. E che sarebbe in cantiere da tempo, anche se ora l'attenzione è tutta per gli appuntamenti elettorali, a partire da quel Veneto dove ancora manca il candidato. E' "urgente" sceglierli, anche per Campania e Puglia, ribadisce il vicepremier sottolineando che lui lo avrebbe già fatto da tempo.
Ma ancora la "sintesi" con gli altri partiti della coalizione non c'è, soprattutto nella terra del "doge", nelle mire anche di Fdi. Il nome per i leghisti rimane quello di Alberto Stefani che però non sarà l'unico portato al tavolo, fa presente il coordinatore dei meloniani in Veneto Luca De Carlo. La soluzione arriverà con ogni probabilità dopo il rientro dagli Usa della premier e dopo che si saprà l'esito della corsa al bis di Acquaroli.






