Roma, 23 set. (askanews) -La signora Ilaria Salis ha sempre dichiarato che non intendeva sottrarsi al processo per i fatti accaduti a Budapest. Quello che chiede è semplicemente di essere sottoposta ad un processo rispettoso di ai principi basilari del fair trial. E questo può avvenire in Italia. Il nostro codice penale, all’art. 9, prevede infatti la giurisdizione italiana anche nel caso di fatti di reato avvenuti all’estero a determinate condizioni che sono sussistenti nel caso della sig.ra Salis. Lo si faccia. È solo necessario un passo da parte della politica, la richiesta di procedere del ministro della Giustizia”.Lo precisano in una nota gli avvocati di Ilaria Salis, Eugenio Losco e Mauro Straini, in relazione alla sua dichiarazione relativa alla richiesta di essere processata in Italia.
“L’immunità per i parlamentari europei – ricordano i legali di Salis- è regolata dal protocollo 7 del trattato sull’Unione Europea (privilegi e immunità). All’art. 9 sono regolatele le garanzie di cui godono i parlamentari: a) sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese; b) sul territorio di ogni altro Stato membro, dell’esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario.L’immunità di cui gode la signora Salis al momento non consente dunque ad uno Stato della Comunità europea né di emettere provvedimenti restrittivi della libertà personale né di celebrare dei procedimenti nei suoi confronti fino alla durata dell’incarico parlamentare.Non vieta al contrario di celebrare un procedimento penale sul territorio italiano”.










