Aricordare che la facoltà è stata occupata "per la Palestina" c'è uno striscione che scende dalle finestre all'ingresso della facoltà Lettere e Filosofia.
Oltre le vetrate ecco che spunta qualche tavolino da campeggio, dove in mattinata si è tenuto il rito della "colazione sociale".
All'Università Sapienza di Roma la rabbia per quanto avviene a Gaza si mescola alla soddisfazione per il risultato della mobilitazione del giorno prima quando decine di migliaia di persone sono scese in piazza, in tutta Italia. Lettere è occupata, per una notte e un giorno, non sono gli anni '90 e non è la Pantera, ma l'impegno e la voglia di esserci a vent'anni e poco più resta.
Prima le tende montate due settimane fa in sostegno alla Global Sumud Flotilla - "siamo l'equipaggio di terra" dicono - poi il corteo pro Gaza di ieri tra le strade di Roma e la Tangenziale, infine per i viali della città universitaria e la decisione di non andare via dalla Facoltà di Lettere dove altri studenti discutevano la tesi. La serata d'occupazione e di pioggia scivola tra assemblee, cene solidali, le canzoni "di lotta", quelle palestinesi e il rap politico.
Bartolomeo di Cambiare Rotta ha dormito su un materassino. "Eravamo tutti molto stanchi ma contenti del risultato della mobilitazione. C'è un'attenzione vera sul tema della Palestina", dice ora è "il momento di continuare ad andare avanti per interrompere le collaborazioni con Israele".










