PEDEROBBA - In piedi, vicino a una vigna, a Covolo di Pederobba, Germano Collet, 55enne di Nervesa, attendeva il carico d'uva, che poi avrebbe dovuto trasportare, a bordo del suo trattore, a destinazione. All'improvviso, però, l'operaio che era impegnato con lui nel lavoro lo ha visto a terra e ha capito che qualcosa di grave doveva essere successo. Immediatamente ha chiamato i soccorsi, ma l'intervento del personale del Suem 118, giunto con ambulanza, automedica ed elisoccorso, poco ha potuto: per il 55enne non c'era più nulla da fare. La salma di Germano è stata così trasportata all'obitorio dell'ospedale di Montebelluna. Una tragedia, quella che si è verificata ieri, che ha sconvolto due comunità: quella di Pederobba, dove l'uomo, dipendente della ditta Armando Arman di Nervesa, stava lavorando, e quella di Nervesa, dove abitava, nella frazione di Santa Croce, nel cuore del Montello, vicino alla chiesa.

«Era in mezzo al campo -racconta Armando Arman, uno dei soci dell'azienda di Nervesa per la quale Collet lavorava- gli è venuto un infarto». Un malore talmente fulminante che a nulla sono valsi i tentativi di salvarlo. «Aveva fatto le visite tre mesi fa -prosegue il titolare- era tutto a posto. Era fermo, appoggiato a una vigna; stava guardando il macchinario che vendemmiava; era sceso dal trattore per aspettare il carico d'uva. Solo dieci minuti prima lo avevo sentito al telefono e mi aveva detto che sarebbe partito poco dopo. Invece, non è mai arrivato. Il ragazzo che stava vendemmiando lo aveva visto in piedi pochi minuti prima; poi è caduto a terra. Nella disgrazia, l'aspetto positivo è stato che non stesse guidando il trattore, perché la tragedia avrebbe potuto essere ancor più grave». Arman prosegue: «Germano lavorava con noi da parecchi anni; non si arrabbiava mai ed era sempre disponibile. Anche quando gli dicevi qualcosa, faceva un sorriso e poi portava a termine ciò che doveva». Anche il primo cittadino Mara Fontebasso si esprime con parole di stima nei suoi confronti: «Non lo conoscevo direttamente nonostante avesse la mia età ma mi dicono che era una bravissima persona; un uomo riservato, un gran lavoratore». E il destino ha voluto che se ne andasse proprio mentre stava svolgendo il suo lavoro. Germano, che non era sposato e non aveva figli, lascia una famiglia numerosissima e conosciuta a Santa Croce, dove abitava con uno degli otto fratelli, dei quali era il più giovane. Sono Alfrino, Mirando, Tarcisio, Odino, Gabriella, Fidelia, Elide, Aida. L'ultimo saluto gli verrà dato giovedì alle 10,30 nella chiesa di Santa Croce, dove domani, mercoledì, alle 19,30 verrà recitato il rosario.