Il Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka è stato teatro di un incontro tra l'Emilia-Romagna, protagonista di questa settimana, e le prefetture giapponesi di Osaka e Ibaraki con cui la Regione intrattiene relazioni di collaborazione. L'obiettivo dell'evento è stato quello di delineare le traiettorie di sviluppo economico dei rispettivi territori alla luce dell'attuale contesto geopolitico e delle sfide che le economie locali dovranno affrontare, anche in base all'influenza che innovazione e intelligenza artificiale possono avere su economia e manifattura. A rappresentare il Giappone, Oigawa Kazuhiko, governatore della Prefettura di Ibaraki, e Hiroyuki Baba, direttore generale del Dipartimento del commercio, industria e lavoro della Prefettura di Osaka.

"Siamo due Paesi che le cose le realizzano veramente, terre che sanno applicare le tecnologie a servizio dell'uomo e lo fanno in totale raccordo", ha dichiarato Michele De Pascale, presidente dell'Emilia-Romagna, sottolineando come la manifattura di Italia e Giappone "ha delle grandi sfide comuni e quindi collaborare e cooperare è essenziale". Tra le sfide comuni c'è anche la demografia.

"Il sentimento e la paura che c'è verso i trend demografici giapponesi è assolutamente analogo a quello che vediamo in Italia", ha spiegato De Pascale, "elementi che alla lunga rischiano di essere incompatibili con l'economia avanzata, come quella giapponese e quella italiana". Un'economia che ha già dei punti di contatto. Come ha ricordato il presidente dell'Emilia-Romagna, infatti, "un grande gruppo giapponese come Toyota ha 2400 dipendenti in Emilia Romagna" e "noi siamo molto interessati a scambi commerciali, a investimenti italiani in Giappone, a investimenti giapponesi in Italia e anche a ricercare insieme soluzioni a problemi complessi che forse nessuno dei nostri due Paesi, nessuno dei nostri due continenti può pensare di risolvere da solo".