MAROSTICA (VICENZA) - Hanno atteso la chiusura del panificio per dare l’assalto alla famiglia che lo gestisce. Due commercianti della provincia di Vicenza sono stati così legati, picchiati e rapinati da due o forse più individui. Sequestrati in casa per ore, sotto la minaccia dei coltelli. È successo a Marostica, città del Veneto conosciuta per le ciliegie e per gli scacchi viventi in piazza. Nella piccola frazione di Marsan c’è un panificio gestito da una donna anziana e da suo figlio. È il panificio Mercante: dentro ci lavorano la settantanovenne Laura e il figlio di 48 anni, Francesco Merlo. È la classica attività casa-bottega. Da un lato si entra nel negozio, dall’altro in casa.

Erano all’incirca le 20.30 di sabato 20 settembre quando due persone si sono presentate alla porta di casa. Il panificio era ormai chiuso ma quelli sapevano che lì abitano i gestori. Per guadagnare la loro fiducia hanno chiesto di acquistare una cassa di birra. Uno dei due teneva in mano una banconota, come a testimoniare la volontà di pagare per ciò che aveva chiesto. Ma appena Francesco Merlo si è voltato per andare a prendere le birre, è stato travolto dalla violenza. I due lo hanno assalito, picchiato e immobilizzato, legandogli le mani con una fascetta da elettricista e con il nastro adesivo da pacchi. Con lo stesso nastro gli hanno avvolto completamente anche il viso, lasciando libero solo il naso per farlo respirare. Poi l’hanno rinchiuso nel piano interrato, l’ala della casa che è stata adibita a laboratorio per la preparazione del pane.