Ma quale «visto revocato»: ad Angelo Bonelli è stato semplicemente annullato perché non più necessario per l’ingresso in Israele l’Electronic Travel Authorisation (Eta). Al leader di Avs, come tutti i parlamentari in possesso di un passaporto di servizio per la durata del mandato, non serve più chiedere l’Eta. Ecco perché al deputato, lo scorso 18 settembre, è stata notificata la revoca del documento.
Un passo indietro. Sui social, e in alcune interviste, questa settimana Bonelli uno dei sostenitori più accesi della causa di Gaza (ha fondato a Londra l’Alleanza globale per la Palestina insieme al britannico Jeremy Corbyn e al greco Yanis Varoufakis) - ha denunciato di essere stato preventivamente respinto da Israele in vista della sua prossima missione in Cisgiordania, in programma a ottobre. Su X, uno dei due leader di Avs ha lamentato di essere stato bloccato dall’ufficio immigrazione del governo israeliano: «Israele mi ha revocato il visto di ingresso nel Paese. Non potrò andare in Cisgiordania e nei territori palestinesi! La democrazia di Netanhayu è questa: fermare chi critica la pulizia etnica in corso o uccidere i giornalisti per impedire che sia documentato l’orrore a Gaza».








