BELLUNO - Non rispondeva da giorni. Nessuno lo aveva più visto aggirarsi dalle parti di via Sebastiano Ricci, nel cuore pulsante del centro cittadino, dove abita. Ma pochi avevano fatto caso a quello strano e prolungato silenzio di una persona comunque schiva, che negli ultimi anni aveva avuto scarse interazioni sociali. Solo un amico si è allarmato. Prima stupito di non vederlo più in giro, di non ricevere risposta alle telefonate. Poi preoccupato da un silenzio che non aveva ragion d'essere. Infine seriamente agitato, al punto da segnalare la stranezza della situazione al comando di polizia locale.
Così ieri in via Ricci è scattato il controllo degli agenti, con il comandante Antonio Codemo in testa. Al suono del campanello nessuna risposta e si è temuto il peggio. Quindi è stato chiesto l'intervento dei vigili del fuoco che hanno forzato la porta d'ingresso piombando all'interno dell'appartamento dove è stata fatta la drammatica scoperta: l'uomo, attorno ai 50 anni, giaceva in uno stato di tremenda prostrazione psicofisica ed era semi incosciente. Vivo, sì, ma probabilmente sarebbero bastate poche ore per segnare il suo destino. Invece le mani pietose degli operatori del Suem, anch'essi rapidi ad arrivare in via Ricci, lo hanno raccolto, stabilizzato, imbarellato e trasportato d'urgenza all'ospedale San Martino di Belluno dove ora versa in prognosi riservata. Sul posto si è recato anche personale della Questura per gli accertamenti di rito e per escludere scenari diversi da quelli del malore. Una telefonata ti salva la vita, recitava anni fa una nota pubblicità: non è mai stato tanto vero come in questa occasione.






