Oggi Mia Martini, per tutti Mimì nel mondo della musica, compirebbe 78 anni, se non l'avessimo drammaticamente perduta nel maggio 1995. Maurizio Piccoli, veneziano dell'era d'oro cantautorale (due album personali all'attivo), compositore di molte canzoni di successo, per lei ha scritto ben 28 brani: nessuno più di lui ha segnato la straordinaria carriera di una voce così dolorosamente unica, di una donna che ha attraversato la vita con la struggente malinconia di chi si sente probabilmente spesso ai margini, comprese stupide dicerie.
Trent'anni di assenza, da quel giorno tragico, non sono pochi: sono una distanza importante. Per quello, per avvicinarla anche a chi, a quell'epoca, non era ancora presente, è nata l'idea di "Tarab", un disco uscito a maggio nei giorni della triste ricorrenza, tra canzoni nuove rivisitate e inedite, che è come sfogliare un album di fotografie analogiche, oggi ripassate digitalmente, con nuovi arrangiamenti e una voce recuperata nei tanti modi possibili, tornata a echeggiare come ai tempi del suo successo. Va da sé, ovviamente è chiaro, che l'artefice principale di questa "rinascita" è proprio Maurizio Piccoli, oggi anche scrittore di romanzi (a breve esce il suo terzo lavoro "Il tango delle anime") col quale bisogna partire da lontano, da quel primo incontro con Mimì, quando ancora nessuno dei due sapeva che sarebbe nata una collaborazione fitta e appagante.






