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Il tecnico sicuro: "Fra le sfide che ci attendono è questo lo snodo decisivo". Bene la difesa, male l'attacco
Il rischio, per il Milan e per Max Allegri che lo guida da qualche mese, è quello di pagare pegno per "l'eccesso di zucchero" seguito al secondo successo, primo domestico della stagione, col Bologna. "Delle prossime 4 sfide (Udinese, Lecce coppa Italia, Napoli e Juventus prima della sosta per nazionali, ndr), lo snodo decisivo è questo con l'Udinese" la spiegazione didascalica del tecnico rossonero consapevole che non tutti i difetti antichi (stagione Fonseca e Conceiçao con alti e bassi, un giorno leone, un giorno dopo pecorella smarrita) si possono considerare eliminati, comprese le statistiche le quali certificano che il Milan è la squadra in Europa ad aver subito il minor numero di tiri in porta. E per una ex banda del buco non è un dettaglio insignificante. "Nella squadra ci sono 10 nuovi su 19 della rosa e non possiamo considerare risolta la fase difensiva solo dopo 2 sfide senza subire gol, si devono conoscere meglio" è la convinzione radicata di Max il quale è preparato anche in fatto di numeri. Per questo, appena trova lo spunto, sottolinea che "con 6 punti in classifica siamo solo all'inizio, ce ne vogliono altri 85 per salire in cima" per far intendere a tutti che "per il Milan la normalità è vincere, e l'eccezione la sconfitta". Insomma chi avesse mire da scudetto deve puntare a quota 91 punti nonostante i precedenti recenti in materia, e cioè il tricolore di Conte con 82 punti e quello di Pioli con 86, dicano il contrario. Questo vuol dire semplicemente che avendo già sprecato un jolly con la sconfitta con la Cremonese, sarebbe grave perdere altri punti per strada.






